Afghanistan, un Paese sospeso tra false libertà e vere emergenze: bambini e donne sono in pericolo

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Da quando i talebani sono tornati al potere, il burqa è di nuovo un simbolo dell’Afghanistan, e dei timori del mondo per la libertà, ma a Kabul, la vita per ora è come sospesa. I Talebani giurano di essere diversi da vent’anni fa, e molti, per esempio, parlano ai giornalisti stranieri senza problemi. Ma le regole non sono ancora chiare. E anche se il burqa non è certo obbligatorio, per strada sono quasi tutti uomini. Di sicuro, i Talebani sono molto diversi tra loro. Alcuni arrivano dall’Afghanistan rurale, e non hanno visto che povertà e violenza. Non hanno che un Kalashnikov. Altri sono equipaggiati come unità di forze speciali. Sono divisi in più fazioni. E sembrano non avere ancora deciso come governare il paese. Allo stesso tempo, la comunità internazionale non ha ancora deciso come affrontarli. E intanto, ha congelato le riserve della Banca Centrale. Con il risultato che l’economia è ferma, e le strade di Kabul sono affollate, sì: ma da afghani che si vendono persino l’arredamento di casa per racimolare un po’ di spiccioli. Il 95 percento della popolazione non ha cibo a sufficienza, soprattutto i bambini

di Francesca Borri

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