Aggressore incastrato dal Dna luce su una violenza sessuale del 2006

Aggressore incastrato dal Dna, luce su una violenza sessuale del 2006

La Republica News
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Incastrato grazie al profilo del Dna conservato nella banca dati nazionale. Così è stato arrestato il responsabile di una violenza sessuale avvenuta a Milano oltre 14 anni fa. L’uomo, un cittadino algerino di 49 anni, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale, con precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio e la persona, è stato rintracciato dai carabinieri della compagnia Monforte di Milano dopo un’indagine coordinata dalla procuratrice aggiunta Maria Letizia Mannella e dalla sostituta Alessia Menegazzo. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Tommaso Perna. L’uomo è gravemente indiziato dei reati di violenza sessuale e rapina, entrambi aggravati, vittima una donna italiana (41enne all’epoca dell’aggressione).

I fatti risalgono al 20 agosto 2006. La donna era stata avvicinata alle 6 del mattino mentre stava raggiungendo a piedi la fermata dell’autobus per recarsi a lavoro. L’uomo l’aveva bloccata e trascinata in un’area dismessa dove, minacciandola con una grossa pietra, l’aveva costretta a spogliarsi e a subire ripetuti atti sessuali. Subito dopo, le aveva sottratto una catenina d’oro, contanti e il telefono cellulare.

Nel corso del successivo sopralluogo venivano trovati alcuni mozziconi di sigaretta, uno dei pendenti che indossava la donna, il sasso e un capello nero, che insieme ai tamponi vaginali e ai vestiti indossati dalla vittima al momento dei fatti, venivano inviati al Ris di Parma che estraeva il profilo di un Dna. Tuttavia, non essendo emersi ulteriori elementi nel corso delle attività d’indagine volte a identificare l’autore della violenza, il procedimento penale veniva archiviato.

Il 30 novembre scorso il Ris di Parma ha comunicato che la banca dati nazionale Dna, operativa dal gennaio 2017, aveva accertato una concordanza positiva tra il profilo Dna maschile tipizzato attraverso gli accertamenti biologici eseguiti sui reperti rinvenuti sulla scena del crimine e quello estrapolato da un tampone salivare eseguito all’indagato presso il carcere di San Vittore a Milano, dove si trovava detenuto nel 2017 poiché resosi responsabile di furto e, successivamente, scarcerato. I carabinieri hanno così avviato le ricerche che hanno consentito di rintracciarlo e di condurlo in carcere.



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