Agnelli a braccetto con Pirlo, così Sarri ha capito che la Juve non sarebbe stata più sua

La Republica News

Sarri ha passato il weekend a fare scatoloni ma non brutti pensieri, perché l’esonero ha rappresentato una sorta di liberazione anche per lui, che da giorni era sotto tortura per quest’agonia cui la Juve lo ha sottoposto. Ma il finale si è consumato alla svelta: sabato mattina è stato convocato in sede da Agnelli, che gli ha comunicato l’esonero con una spiegazione vaga, quasi disinteressata (“Non è scattata la scintilla”), dopodiché ha cominciato a svuotare la casa alla Crocetta dove ha vissuto, sostanzialmente tappato, in questi mesi, spesso solo in compagnia del cane Ciro. La sera ha invitato a cena i membri del suo staff. Oggi tornerà alla casa sua sul serio, a Figline, poi passerà qualche giorno di vacanza nel suo solito mare, a San Benedetto del Tronto.  Sarri aveva capito da un po’ il destino cui stava andando incontro. La presenza di Agnelli alla presentazione di Pirlo nelle vesti di allenatore dell’Under 23 ha fatto cadere ogni velo: le cose dette e non dette quel venerdì sono state molto di più di una premonizione, o di un messaggio subliminale, ma quasi una vera e propria comunicazione, perfidamente piazzata a ridosso della conferenza stampa di Sarri alla vigilia di Juve-Roma e inopportunamente ostentata nei giorni decisivi della stagione, della Champions. Le ragioni di questo sgarbo, che fossero già decise o no le modalità delle successione, resteranno misteriose, di sicuro Sarri ha avvertito la voglia che c’era di liberarsi di lui (come se fosse stato lui a occupare la Juve e non Agnelli e Paratici a insistere per portarcelo) e dev’essergli nato dentro un sentimento corrispondente.  Juventus


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