“Aiutiamoli a casa loro”: immigrazione, vi ricorda qualcuno? Come si è ridotto Di Maio

Libero Quotidiano News

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06 agosto 2020

Luigi Di Maio assicura di non sentire più Matteo Salvini, ma i toni usati dall’ex leader del Movimento 5 Stelle sembrano proprio quelli leghisti. Al centro del dibattito, come da settimane a questa parte, l’immigrazione incontrollata. E chi meglio del ministro degli Esteri può pronunciarsi? “L’accordo fatto in maggioranza va rispettato. Detto questo, ora il problema è altrove e le ricordo che i tempi in politica sono fondamentali. Non dobbiamo sottovalutare l’impatto di queste notizie sulle popolazioni africane”. Il grillino fa riferimento alle modifiche dei decreti Sicurezza, gli stessi che un anno fa il Movimento firmava fiero accanto dell’allora alleato del Carroccio. In poche parole Di Maio non solo si rimangia i dl della scorsa estate, ma anche le promesse al Pd: i decreti non si toccano.

“C’è un accordo per recepire le osservazioni del capo dello Stato e va rispettato – prosegue -, ma dirlo in piena estate può creare un effetto illusorio per i migranti. Devono capire che nessuno sta parlando di riformare la disciplina della cittadinanza o dei permessi di soggiorno”. Insomma, aiutiamoli a casa loro: “Il punto – ha aggiunto – non sono gli sbarchi, ma le partenze. I primi alimentano solo la propaganda di pochi. Dobbiamo intervenire alla radice e l’Italia deve trovare il coraggio di farlo attraverso una politica più attiva nel Mediterraneo, anche in termini di risorse. Bisogna avere il coraggio di investire di più nella nostra politica estera. Non dimentichiamoci che in alcuni Paesi, come la Libia, abbiamo i nostri interessi geostrategici e la competizione con i nostri partner, seppur sana e leale, esiste”.

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