Al Bano e il plagio di ‘I cigni di Balaka’, una storia lunga dieci anni: “Gli avvocati mi dissero che Michael Jackson non poteva perdere”

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Ospite d’onore di “Una voce per San Marino”, il Festival che ha visto trionfare Achille Lauro per un posto al prossimo Eurovision, Al Bano ha cantato molti suoi successi, da Felicità a Ci sarà, ma ha soprattutto voluto “rendere un tributo al grande Michael Jackson” cantando I cigni di Balaka insieme alla presentatrice del contest sanmarinese Senhit, in un mix con I will be there, il brano che il re del pop pubblicò nel 1990, al centro di una causa per plagio che vide contrapporsi in tribunale i due artisti per un decennio.

LA CAUSA

Furono per la precisione nove anni di udienze e di rinvii tra i tribunali civili di Roma e Milano, tra perizie musicali, liti a distanza e improvvise rappacificazioni. Una volta persino l’arrivo al Palazzo di giustizia romano di Jackson, protetto dal solito corteo di guardie del corpo, perché potesse difendersi dall’accusa di plagio, con tanto di antesignana mascherina sul volto per evitare le infezioni che la famosa popstar americana riteneva sempre in agguato anche allora.

Grazie alla terza sezione della Corte d’Appello di Roma la contesa si concluse ufficialmente nel 2001 “perché il fatto non sussiste”, essendo i brani a loro volta ispirati a canzoni precedenti del repertorio tradizionale blues e popolare. I giudici ribaltarono così la sentenza di primo grado che aveva condannato Jacko al pagamento di 4 milioni di lire e al pagamento delle spese processuali, sostenendo che Will you be there non era un calco di I cigni di Balaka. All’epoca della prima sentenza Al Bano aveva dichiarato di essere pronto a rinunciare a qualsiasi pretesa economica se Michael Jackson avesse accettato di interpretare la canzone in un duetto. E proprio questa soluzione avrebbe dato una spinta positiva alla conclusione della vertenza giudiziaria: “Sì, confermo che i nostri avvocati si sono accordati per realizzare il duetto”, ci spiegò all’epoca Al Bano, “nella registrazione che faremo e che diventerà un disco, io canterò la mia parte in italiano, Jackson la sua in inglese, così ognuno rimarrà proprietario dei diritti d’autore che gli spettano. Voglio però dire che non ho mai pensato che Jackson abbia voluto copiare il mio brano, forse quelle note erano nell’aria e tutti e due le abbiamo catturate nella stessa sequenza. La cosa strana è che io la mia canzone l’ho scritta tanti anni prima che lui registrasse la sua. Succede

LOS ANGELES

Una liason tutta californiana: curiosamente, la storia di I cigni di Balaka è legata a doppio filo a Los Angeles, città in cui Jackson risiedeva. Al Bano ne scrisse infatti la musica durante la tournée che tenne a Los Angeles insieme a Romina Power nel 1981. Le parole, invece, le ha scritte il giornalista Willy Molco. A caldo, Al Bano si disse soddisfatto della conclusione della lunga vicenda giudiziaria: “Non aveva senso continuare in questo modo, una volta avrei vinto io, una volta lui. Erano quasi dieci anni che continuava questa storia, sicuramente troppo: in questo modo entrambi possiamo dirci soddisfatti”. Furono soddisfatti sono anche gli avvocati italiani di Jackson: “Si tratta di una soluzione tecnica molto utilizzata nelle dispute tra artisti in cui le parti rinunciano a pretendere danni o spese e abbandonano tutti i giudizi in corso”, disse l’avvocato Alberto Seganti, “da parte nostra, per la sentenza c’è soddisfazione perché si dice che il fatto non sussiste”. Anche la Siae aveva ritirato la sua costituzione di parte civile rendendo più semplice l’accordo tra le parti.

SAN MARINO

Sabato sera, prima dell’esibizione al Teatro Nuovo di Dogana, Al Bano è stato molto esplicito: “Voglio finalmente cantare I cigni di Balaka in duetto con Will you be there per un tributo dovuto al grande Michael Jackson” ha detto Al Bano, “ma è anche un modo per ricordare quella causa che, mi dissero gli avvocati, il re del pop non poteva perdere, e così ci accordammo”.

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