Al via i Rendez Vous del cinema francese La sala verra sempre prima

Al via i Rendez-Vous del cinema francese: “La sala verrà sempre prima”

La Republica News
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Che la festa abbia inizio, i Rendez-Vous, i tre giorni che ogni anno si svolgono a Parigi per promuovere i film francesi nel mondo e che per questa edizione saranno in versione digitale (dal 13 al 15 gennaio), si aprono all’insegna del coraggio ma con qualche preoccupazione certificata dai numeri. I biglietti nel più grande mercato cinematografico d’Europa sono crollate nel 2020 del settanta per cento rispetto all’anno prima. Del resto le sale francesi sono rimaste chiuse per 176 giorni. Si sono venduti in totale oltre 65 milioni di biglietti, ma la perdita globale è stata di circa un miliardo di dollari, secondo gli analisti.

Non sono dati troppo lontani dal cinema italiano, che nel 2020 ha avuto un calo delle presenze del 71 per cento (ma se si considera il periodo a partire dall’8 marzo si parla del 93 per cento in meno di biglietti).

Molti grossi film francesi (come anche succede da noi) hanno rinviato l’uscita e anche per questo i primi cinque titoli in classifica battono bandiera statunitense (anche se il mercato americano ha le sue preoccupazioni, con il nuovo rinvio dei blockbuster programmati per la primavera, il crollo economico delle catene cinematografiche e il sorpasso della Cina come più grande mercato del mondo). I primi cinque sono stati Tenet di Christopher Nolan, con 2,3 milioni di spettatori (ma il film costosissimo non si è rivelato un successo a livello mondiale), 1917 con 2,2 milioni, Sonic a 2,1, Bad Boys for life, 1,7, Star Wars – L’ascesa di Skywalker, 1,7. Ducobu 3 è il primo francese in classifica con 1,4, seguito da Dolittle. Al nono posto Dieci giorni senza mamma, 1,1 milioni: si tratta della versione francese del film che in Italia ha girato Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi e Valentina Lodovini, a sua volta ispirato a un film argentino del 2016.  

Nei prossimi giorni verranno presentati e discussi con registi e attori protagonisti una ventina di film francesi pronti per uscire nelle sale (o sulle piattaforme) italiane grazie ai distributori italiani. Ci sono cartoni animati, commedie surreali, drammi e thriller. Tra le star Kad Merad, Isabelle Huppert, Charlotte Gainsbourg, Adèle Exarchopoulos, Catherine Frot, Ariane Ascaride. Arriveranno nelle nostre sale anche altri film francesi che hanno preferito aspettare la riapertura dei cinema, mentre altri li abbiamo visti e apprezzati on demand.

Alla vigilia della partenza dei Rendez-Vous, abbiamo intervistato Daniela Elstner, direttrice esecutiva di UniFrance sul presente e il futuro del cinema francese.

Che anno sarà il 2021 per il cinema francese?

“Non sappiamo ancora cosa ci porterà l’anno 2021 in termini di ingressi e box office. Ma sappiamo che dovremo essere doppiamente preparati a supportare distributori ed espositori, quando i cinema riapriranno. UniFrance, che si occupa di promuovere il cinema francese all’estero, dall’inizio della crisi ha cercato di non rilassarsi, di non perdere il legame con tutti coloro che nel mondo amano il cinema francese. È con loro che tutto dovrà essere ricostruito”.

In che modo la pandemia ha influenzato le uscite nelle sale e la produzione di nuovi film?

“Ovviamente l’anno scorso ci sono state uscite cancellate, film usciti dai circuiti dopo una settimana sugli schermi. È successo in Francia, come ovunque nel mondo. Ma abbiamo avuto anche un grande successo, in paesi dove le sale non erano chiuse, come la Corea del Sud per esempio. E anche in Italia, quando le sale hanno aperto per poco tempo, i nostri film francesi sono tornati in presenza: grazie al pubblico italiano! In Francia, i set si sono stati riaperti rapidamente. Quindi avremo molti film pronti per il 2021 e non vediamo l’ora di vederli”.

Il Festival di Cannes è fondamentale per far conoscere i film: pensa che quest’anno sarà possibile un’edizione fisica?

“Diciamo che ciò che conta non è ciò che pensiamo, ma ciò che speriamo. E per tutti i professionisti del cinema, per artisti, registi, per tutti i film e anche per gli spettatori: sì, vogliamo un’edizione fisica. Ma ciò dipenderà da come progredirà la pandemia, perché soprattutto è la salute di tutti noi che conta”.

La Warner ha annunciato l’uscita simultanea nelle sale e nelle piattaforme, da questo punto di vista nel rapporto tra cinema e streaming cosa succederà in Francia?

“In Europa, la nostra politica culturale non può essere paragonata a quella degli Stati Uniti. L’Unione Europea ha chiesto da tempo ai suoi stati membri di lavorare su quella che viene chiamata la “Direttiva AVMS (Audiovisual Media Services)”. Ciò implica, tra le altre cose, la regolamentazione, in Europa e paese per paese, della presenza di film europei sulle piattaforme globali. In Francia, quindi, il rapporto tra cinema e streaming sarà regolamentato, con una legge in via di approvazione. Non saranno quindi possibili uscite simultanee, perché per tutti i film cinematografici la sala manterrà il suo posto in prima fila”.

Quali sono i temi trattati in questi film francesi presentati al Rendez – Vous? C’è una nuova tendenza o un filo conduttore che vi ha colpito?

“Ciò che mi colpisce sempre è la grande varietà del cinema francese. Dal bellissimo film di apertura, Deliceux di Eric Besnard, passando per Aline di Valérie Lemercier, o documentari come Un pays qui se tient sage di David Dufresne, o Calamity di Rémi Chayé, il cinema francese parla diverse lingue, racconta storie e generi vari. Per me è questa ricchezza che emerge. Non abbiamo un cinema, piuttosto tanti cinema francesi”.

Pensa che la pandemia cambierà per sempre il modo in cui viene goduto il cinema?

“Non credo che un anno (o più?) di una pandemia cambi la natura di un film. L’esperienza della sala, questo momento di condivisione, questo momento molto speciale che ci anima tutti, non si distrugge in così poco tempo. La riapertura dei cinema la scorsa estate ha dimostrato che gli spettatori sono tornati rapidamente. E se invece ci dicessimo che questa incapacità di uscire, questo obbligo di guardare i film a casa, può indurre i nuovi spettatori a voler vedere i film in modo diverso e andare al cinema? La cultura è un bene essenziale, attualmente sotto pressione. Sarà necessario essere presenti al momento del rilancio. UniFrance si doterà dei mezzi per ricordare, quando sarà il momento, che piacere sia andare al cinema e per aiutare al meglio distributori ed esercenti a portare i film francesi sugli schermi del mondo”.



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