Alberto Mantovani: “Contro i virus siamo come scalatori con i sassi negli zaini”

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Rho come Cambridge. Alle porte di Milano, sul terreno che ha ospitato Expo 2015, sta prendendo forma un polo di innovazione dove pubblico e privato, accademia e piccole e grandi aziende, ospedali e centri di ricerca, fanno squadra per cercare di accelerare la ricerca. È il Milano Innovation District, meglio conosciuto come Mind, dove da dicembre si trasferirà la prima azienda farmaceutica, AstraZeneca. La multinazionale anglo-svedese ha una lunga tradizione di partnership pubblico-privato, come testimonia la storia della collaborazione con l’Università di Cambridge da cui è nato il vaccino contro il Covid, e vuole ripetere l’esperienza anche in Italia. “Innovazione e ricerca sono da sempre nel DNA di AstraZeneca, e l’ecosistema di Mind ci permetterà di accelerare lo sviluppo di idee e la loro trasformazione in progetti concreti a supporto dei pazienti e di tutta la società – ha detto Lorenzo Wittum, Presidente e AD di AstraZeneca, durante la mattinata di presentazione della nuova sede –. Siamo convinti che per innovare e fare ricerca serva collaborazione, semplificazione e che la contaminazione tra mondi diversi sia fondamentale. Le partnership tra pubblico e privato esistono già, ma se vogliamo guardare al futuro in modo nuovo e costruttivo dobbiamo accelerarne l’implementazione perché il potenziale è altissimo. Lavorare insieme ci permetterà di essere maggiormente competitivi come Paese”.

L’Italia non attrae menti dall’estero

Della necessità di favorire la competitività della ricerca italiana ha parlato anche Alberto Mantovani, intervenuto durante l’evento “Talking Minds”: “i ricercatori italiani si contendono le borse di studio con i loro colleghi europei, che pure hanno più finanziamenti, e vincono posizioni all’estero, l’Italia però non riesce ad attrarre menti dall’estero. Speriamo che Mind possa rappresentare un polo d’attrazione importante in questo senso”, ha detto il direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas. A imbrigliare le maglie degli scienziati italiani sono i pochi investimenti e i lacci della burocrazia: “Noi italiani siamo come degli scalatori con i sassi negli zaini, la salita per noi è più difficile che per altri”, ha concluso l’immunologo.

Far volare la ricerca italiana

L’obiettivo di Mind è invece quello di sostituire i sassi con dei palloncini a elio, e far volare la ricerca italiana. “Grazie anche alla Federated Innovation, alleanza di imprese private e istituzioni pubbliche che punta a generare innovazione in tutte le principali discipline del futuro”, ha spiegato Alberto Sangiovanni-Vincentelli, presidente dell’International Advisory Board e della Strategy Board di Mind. “Il trasferimento del nostro headquarter a Mind – continua Wittum – significa confermare il ruolo strategico di AstraZeneca all’interno del Sistema Paese, un modello che evidentemente si estenderà oltre i confini del distretto milanese. Le nostre attività dirette e le filiere coinvolte riescono già a generare un forte effetto moltiplicatore sull’intera economia italiana, che prevediamo di raddoppiare nei prossimi 3 anni producendo benefici importanti per il Sistema Sanitario Nazionale e per la Società”. Secondo uno studio condotto da ‘The European House – Ambrosetti’, infatti, nei prossimi 3 anni AstraZeneca contribuirà al Pil nazionale con due miliardi di euro, i 3mila posti di lavoro attivati sulla filiera nel 2020 diventeranno 6000, i 24 milioni di euro di investimenti in Ricerca e Sviluppo passeranno a 48 milioni di euro, raddoppiando così i benefici per il Servizio Sanitario Nazionale a oltre 200 milioni. 

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