Alemanno lancia una raccolta firme per Vannacci. Il generale si sfila: “Se scenderò in politica lo dirò io”

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Gianni Alemanno lancia una raccolta firme e Roberto Vannacci si sfila, per ora. L’ex sindaco di Roma ha indetto una campagna di sottoscrizione per chiedere a Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, che venga ritirato “l’ingiusto e illegale provvedimento disciplinare” che ha colpito il generale per via delle esternazioni razziste e omofobe contenute all’interno del suo libro. La campagna al momento ha raggiunto appena 300 firme ed è partita da Napoli sotto l’impulso dal comitato ‘Fermare la guerra-Forum per Indipendenza Nazionale’ guidato proprio da Alemanno, il quale negli ultimi giorni non ha esitato a difendere le sparate messe nero su bianco da Vannacci. 

“Fino a quando la procedura disciplinare non sarà ritirata è chiaro che bisogna esprimere solidarietà a una persona colpevole solo di aver espresso una sua opinione su un libro, poi valuteremo eventuali iniziative politiche, però è necessario un confronto sulle idee con Vannacci, perché non tutto quello che è scritto nel libro è condivisibile. E bisogna capire se vuole continuare a fare militare”, ha detto Alemanno. Nonostante la difesa, arrivata a più riprese nei giorni scorsi, il generale fa sapere di non essere a conoscenza del petizione indetta dall’ex sindaco capitolino: “Non so della raccolta firme del comitato di Alemanno”, ha detto interpellato dall’Ansa. “Non c’è bisogno di solidarietà perché non c’è una minaccia che incombe su di me, per cui non ne sono protagonista e non sono stato interpellato”.

Vannacci, inoltre, sostiene che al momento non avrebbe intenzione di scendere in politica. “In questi dieci giorni di debacle – ha continuato – da me non voluta credo di essermi guadagnato la reputazione di uomo di parola: qualora dovessi scendere in politica o in qualsiasi altro ramo lo dirò io quando e come. Ogni volta che c’è qualcuno che lo dice non rappresenta il mio pensiero, bisogna ‘diffidare dalle imitazioni’: lo dirò io. Ribadisco comunque che faccio il soldato e voglio continuare a farlo, ma mi lascio aperta ogni possibilità perché sono una persona saggia”. Una chiosa, quella del generale, che non esclude la discesa in campo. Ieri Vannacci è anche intervento telefonicamente all’evento fondativo del movimento culturale che prende il nome dal suo libro, ‘Il mondo al contrario’. 

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