Alessandro Baricco, il giorno del trapianto. Inizia il percorso di cura

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È il giorno più lungo per Alessandro Baricco: oggi è stato sottoposto al trapianto di cellule staminali, intervento salvavita dopo la diagnosi di leucemia mielomonocitica cronica avuta cinque mesi fa. Una notizia che lo scrittore torinese, nel suo letto d’ospedale all’Istituto di ricerca e cura scientifica di Candiolo, ha voluto comunicare direttamente sabato scorso sui suoi canali social, raccontando sentimenti, emozioni, paure celate e speranze. Le sue parole sono state accolte da migliaia di incitamenti arrivati via Instagram, Facebook e Twitter: “Forza Alessandro”.

“Siamo in attesa di notizie”, si limita a dire oggi la compagna, Gloria Campaner. La donazione di cellule stamimali arriva dalla sorella Enrica, un trapianto allogenico dunque, e il prelievo è già avvenuto. Ora un lungo percorso attende il fondatore e preside della scuola Holden, dove studenti e colleghi aspettano notizie e tifano sperando di vederlo tornare al più presto in cattedra.

L’infusione delle cellule prelevate dalla donatrice dura alcune ore con la preparazione: le cellule staminali sane di chi dona attaccano quelle tumorali malate. Da oggi saranno venti-venticinque giorni di isolamento in una camera sterile, un periodo in cui il midollo si rigenera ma anche giorni in cui chi è stato sottoposto al trapianto è privo di difese immunitarie, esposto a complicanze infettive. Dopo si può andare a casa e le cellule saranno rigenerate. Non è però ancora un segno di guarigione: la prognosi sarà possibile dopo circa cento giorni in cui il paziente è sottoposto a controlli periodici, deve limitare contatti e stare a riposo. Alcuni mesi di vita al “rallentatore”, spiegano gli ematologi. Solo quando si è superato anche quel periodo di paziente attesa, rischi e molte speranze, si può arrivare a una prognosi definitiva.

Un lungo percorso, dunque: la ragione per cui Baricco, informato di ogni passo che lo attende in questa fase della sua vita, ha scelto di annunciare che si sarebbe assentato per un po’. “Per un po’ non contate su di me – ha scritto sabato scorso – ma d’altra parte non abituatevi troppo alla cosa, perché i medici che si sono ficcati in testa di guarirmi e hanno tutta l’aria di essere in grado di riuscirci abbastanza in fretta”. Il messaggio della sorella Enrica è stato duplice, la donazione in primo luogo e anche le parole: “Avanti tutta!”.

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