Alessandro Proto ascesa e declino di Mr. Fake News

Alessandro Proto, ascesa e declino di Mr. Fake News

La Republica News
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L’uomo che vendeva le ville a Leonardo DiCaprio e a Madonna. Il misterioso detentore dell’1 per cento di Fiat, dell’1,2 di Mediaset, dello 0,8 di Unicredit, lo 0,5 di Mediobanca, lo 0,7 di Generali, per citarne solo alcune. Il titolare del Fondo Caronte, quello che “le banche vi fanno fallire/noi no”, che con la promessa di prestare soldi alle piccole imprese in difficoltà, finiva di rovinarle. Benvenuti nel fantastico mondo di Alessandro Proto, il Gran Sedicente. Uno dei falsari italiani di maggior talento dell’evo moderno. Il milanese con la terza media che si è spacciato per bocconiano e si è intortato legioni di giornalisti economici, ha manipolato la Borsa e fatto un po’ di soldi nel frattempo. Alla sua strabiliante vicenda dedichiamo Il lupo di corso Buenos Aires, il podcast che potete ascoltare da oggi su questa pagina e sulle principali piattaforme di streaming.

Il primo episodio è sulla sua vita da immobiliarista dei vip, che per la prima volta lo mette sui radar dei giornali:

Il secondo episodio ripercorre lo schema classico del tycoon che avrebbe voluto essere: calcio, media, donne. Vendono il Torino? Eccolo in pista. Trattative per Il Tempo e poi Pubblico? È in prima fila. Cinquanta sfumature di grigio? L’eroe porno soft è ispirato a lui. Tutto falso, ovviamente. Ma in tanti ci son caduti e continuano a caderci. Anche dopo la prima condanna per truffa, con multa milionaria per turbativa di mercato.

Il terzo episodio racconta i tanti truffati, quelli che attirati dalla pubblicità mediatica andavano da lui come ultima spiaggia per avere prestiti che le banche negavano loro o consulenze che si rivelavano costosissime fregature. E racconta anche di un’intuizione niente male: aver puntato su Trump, allora solo immobiliarista, come nome di richiamo per fantomatici affari comuni.

Il quarto episodio è quello sui collaboratori turlupinati, dai sogni di gloria di un sito di informazione durato un mese all’edicolante mai pagato, ai debiti col bar sotto l’ufficio. Per arrivare al finale agghiacciante in cui riesce a sottrarre, approfittandosi della sua debolezza psicologica, i risparmi di una vita a una malata terminale di cancro.

Per tutto questo ora, condannato di nuovo per truffa, Proto è in carcere. Un vero con-artist, artista della truffa all’americana, che farebbe quasi simpatia se non fosse per il suo cinismo. L’uomo su cui Martin Scorsese non ha girato un film (da bufala regolarmente ripresa dai giornali) anche se lo avrebbe meritato. Rimediamo noi, si parva licet, con Il lupo di corso Buenos Aires.



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