Allevatori irrompono alla presentazione di un libro per bambini sui lupi e minacciano l’autore. “Un provocatore lupista”

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Campanacci, striscioni, volantini contro la presenza dei lupi vicino ai pascoli. Così il fronte “No Lupo”, un gruppo di alllevatori stanchi delle razzie dei lupi in montagna, ha fatto irruzione alla presentazione di un libro per bambini all’Alpe Devero, località dell’Ossola costringendo alla fine Matteo Antonio Rubino, l’autore di “Osso La lupa. Uomini e lupi sulle Alpi” ad annullare l’evento e denunciare di essere stato intimidito con minacce. “Ci ricorderemo della tua faccia”, hanno urlato i manifestanti quando Rubino ha cercato di calmare il drappello di persone in presidio davanti al museo dell’alpeggio, sede della presentazione del libro. I manifestanti fanno parte del Comitato Salvaguardia allevatori ossolani che definisce la presentazione del libro di Rubino “una provocazione lupista”.

“Gli allevatori – dicono – hanno una sola possibilità di difendersi: organizzarsi in comitati, unirsi, essere attivi. Lamentarsi, sperare che le organizzazioni agricole o le istituzioni facciano qualcosa equivale ad arrendersi”. E allora vale anche la protesta in occasione della presentazione di un romanzo per ragazzi ambientato in una valle inventata dove  un predatore misterioso è tornato a colpire. Per i manifestanti il romanzo ( che sostiene la campagna Io non ho paura del lupo ndr) “idealizza ed esalta il lupo, denigra gli allevatori, sostiene il lavaggio del cervello”.

Alle polemiche risponde l’autore, che su Facebook ha rilasciato una lunga testimonianza di quello che è successo giovedì: riconosciuto al suo arrivo, ha voluto cercare il confronto con i manifestanti. “Il mio libro non è provocatorio, né fa il lavaggio del cervello a nessuno (come nessun libro, contrariamente a certi post su facebook), né mi sono ritrovato al tavolo con ‘pochi fan lupisti’, bensì con famiglie e bambini a cui era destinato il volume (libro per bambini, ripeto). Esistono libri da censurare? Come in dittatura? Non credo. Forse esistono idee diverse, ognuna con la sua dignità di manifestazione. Fino a che la mia libertà non viene limitata dalla arroganza altrui: quello è il limite. Che qui si è passato”, scrive Rubino. 

Dopo oltre un’ora di confronto con gli allevatori l’autore ha deciso di sospendere la presentazione, ma questo non ha fermato le polemiche perché il drappello di persone ha continuato a manifestare con i campanacci disturbando anche l’incontro successivo organizzato nel calendario di eventi del museo dell’Alpeggio.

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