Alpi: 10 rifugi da provare dopo lo sci, tra polenta concia e scampi

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Dalla sciolina all’acquolina, in montagna, il passo è sempre più breve. Se una volta ci si accontentava della polenta concia, oggi rifugi e ristoranti in quota sanno regalare grandi soddisfazioni dal punto di vista culinario. Sciare con gusto: un mantra che in Alta Badia è diventato un evento gastronomico. Dal rifugio gourmet sulle piste al ristorante doc a valle, individuare i dieci migliori posti delle Alpi è impresa ardua. Ecco i nostri preferiti dal Monte Bianco alle Dolomiti, per un’esperienza gustativa da ricordare.

1 Lo Riondet, La Thuile
È il classico rifugio in legno e pietra, caldissimo. Per il camino sempre acceso, ma anche per l’atmosfera familiare e le robuste pietanze del menu, ispirate alla tradizione valdostana: polenta, selvaggina, raclette. 
Da 40 anni Lo Riondet si distingue per la rustica cucina di montagna e per le conviviali “serate in baita”, a cui si arriva trasportati dal gatto delle nevi. E a fine pasto: grolla e genepy per tutti.

2 La Maison de Filippo, Courmayeur
A Courmayeur ci sono tanti posti gourmet, ma La Maison de Filippo è un’istituzione: uno di quei ristoranti storici da provare almeno una volta nella vita. Ambiente rustico, camino, paioli di rame e utensili appesi alle pareti: pietanze e vini sono valdostani; piatto forte: la polenta, simbolo del locale fin dalla scena del pentolone del film Fantozzi, che nel 1975 fu girata proprio qui.

A Courmayeur, la Maison de Filippo 

3 La Stube, San Domenico
All’interno dell’Hotel La Vetta, a San Domenico di Varzo, in Val d’Ossola, ci sono due ristoranti: il moderno Terrarossa e la Stube in legno. Per quest’ultima, in particolare, lo chef Alessandro Sacco propone una cucina gourmet alpina a km zero, basata sulla tradizione e gli ingredienti locali ma ben reinterpretata in chiave moderna. Piatti forti: selvaggina, formaggi, verdure e tanto tartufo.

4 Sunny Valley, S. Caterina Valfurva
È a 2700 metri di quota sulle piste di S. Caterina Valfurva, in Alta Valtellina, ma potrebbe trovarsi a Vail o Aspen, in Colorado. Il Sunny Valley è un elegante lodge costruito in pietra e abeti lapponi con ben tre aree dedicate al food: il ristorante gourmet, la steak house con griglia a vista (punto di forza della cucina) e la sala bar con camino.

5 Agritur el Mas, Moena
La recente stella verde dell’Agritur El Mas di Moena è un premio alla sua sostenibilità: dalla bioedilizia alla filiera cortissima delle materie prime. Gran parte degli ingredienti dei piatti – verdure, carni, formaggi, salumi – provengono dalla fattoria, dal caseificio e dall’orto della famiglia Croce. Il merito dello chef Stefano è quello di aver saputo reinterpretare con creatività la tradizione ladina. 

6 Da Anita, S. Martino di Castrozza
In paese ai piedi delle spettacolari Pale di San Martino, il Ristorante da Anita dello Chalet Prà delle Nasse è una tappa obbligata. Eleganza e design si uniscono a elementi di architettura alpina. La gestione è familiare. In cucina Anita e il figlio propongono i piatti tipici della tradizione trentina cucinati solo con ingredienti di qualità: verdure ed erbe aromatiche sono dell’orto di casa.

Ristorante Da Anita a San Martino di Castrozza (@sito Da Anita)  7 Rifugio Comici, Val Gardena
È un rifugio, ma con quellle tonalità bianco-celesti sembra più una locanda greca incastonata nelle montagne vicino al Piz Sella, a quota 2150 metri sopra Selva, lungo il Sellaronda. L’Emilio Comici è una vecchia baita trasformata dalla famiglia Marzola nel più alto ristorante di pesce delle Dolomiti. Il pescato arriva fresco da Grado ed è cucinato ad arte dallo chef Fabrizio Cucchiaro. In menu capesante al gratin, scampi alla griglia, spaghetti alle vongole, tartare, branzini. E Champagne.

8 Club Moritzino, La Villa
L’hanno ribattezzato il rifugio più mondano delle Dolomiti. Da 55 anni, il Club Moritzino è uno dei ristoranti sulle piste più esclusivi delle Alpi. Situato a 2100 metri all’arrivo  della cabinovia di Piz La Ila in cima alla pista Gran Risa, in Alta Badia, il Moritzino fonde gastronomia e divertimento. Il menu dello chef Marco Spinelli si distingue per i piatti raffinati di pesce, ma sono super anche le tagliate di filetto del Nebraska. E finita la cena, scatta il party col deejay.

9 SanBrite, Cortina
Un equilibrio perfetto tra uomo, terra e natura, in cui nulla viene sprecato e tutto torna in circolo: è questa la filosofia della “cucina rigenerativa” di Riccardo Gaspari, chef del SanBrite, stella verde Michelin. Una malga a 1800 metri con impagabile vista sulle Tofane dove si producono in maniera sostenibile carni, formaggi, cereali: tutti prodotti messi poi in tavola grazie a ricette che riprendono l’antica “agricucina” locale.

10 Laite, Sappada

Sappada, sulle Dolomiti friulane, il ristorante Laite di Fabrizia Meroi  A Sappada, sulle Dolomiti friulane al confine con il Veneto, là dove sorge il fiume Piave, ha sede lo storico Ristorante Laite di Fabrizia Meroi, una stella Michelin e miglior chef donna nel 2018. L’ambiente è di charme d’altri tempi: due sale del 1800 e 1600 con pareti rivestite in legno di cirmolo, stufe in muratura e tavoli tondi. I sapori del raffinato menu sono quelli di confine tra Carnia, Slovenia e Carinzia.

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