Alta Velocità, le norme sul distanziamento piegano Italo: in arrivo tagli a una corsa su sei

La Republica News

Le regole sul distanziamento sociale, col riempimento dei treni ridotto al 50 per cento, rischiano di piegare in maniera irreparabile l’alta velocità nel nostro Paese. A risentirne, più del colosso pubblico Ferrovie dello Stato, in queste ultime ore è Italo-Ntv, la compagnia privata nata otto anni fa e oggi messa in crisi dalla pandemia e dalle norme che costringono solamente i treni AV ad ospitare non più della metà dei passeggeri sulle carrozze.Secondo i piani che i manager della società romana starebbero mettendo a punto per limitare i danni causati dal distanziamento – una scelta del governo che sta riducendo giorno dopo giorno il carico dei clienti sui treni – da metà settembre l’azienda comincerà progressivamente a tagliare i convogli disponibili, iniziando da quelli con un minor flusso di passeggeri.Già oggi i treni in circolazione sono circa 87 al giorno contro i 111 in tempi pre-Covid. Una riduzione secca di quasi il 22%. E per l’autunno, in assenza di novità sul tasso massimo di riempimento – che solo in Italia prevede un limite del 50% per l’alta velocità – questo tetto sarà ulteriormente ridotto: anche se l’azienda non conferma questo piano, il network potrebbe perdere 15 treni a settimana.Questo trend, se confermato, nel giro di poche settimane o entro l’anno, porterebbe la rete di Italo quasi allo zero con ripercussioni pesanti su utenti e dipendenti del gruppo ferroviario. Proprio per evitare una crisi molto pesante per il settore, che perderebbe uno dei due principali player, in queste ore si starebbe cercando col ministero dei Trasporti una soluzione in grado di modificare le norme. Anche perché la società ha un progetto di sviluppo ambizioso: in questi giorni sarebbero partiti i test che nei prossimi mesi dovrebbero portare ad estendere la rete su tutta la dorsale Adriatica. Da Ancona fino a Bari, Brindisi e Lecce.Altro nodo da sciogliere al più presto riguarda le tariffe. Con meno passeggeri, ovviamente, i prezzi non possono essere concorrenziali come in passato. Soprattutto per le tratte più gettonate che, in tempi normali, riescono a riempire le carrozze disponibili come minimo all’80% delle poltrone. Oggi invece, partendo da un riempimento massimo del 50%, la presenza a bordo dei passeggeri scende anche fino al 30% del vagone con evidenti problemi di sostenibilità del business e di concorrenza con Ferrovie dello Stato. Nelle prossime ore sarebbe in agenda un incontro tra ministero e vertici della società ferroviaria.


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