Altre quattro Regioni verso la zona gialla. Iss Incidenza casi ancora troppo elevata

Altre quattro Regioni verso la zona gialla. Iss: “Incidenza casi ancora troppo elevata”

La Republica News
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Altre cinque Regioni oggi dovrebbero cambiare colore, spostandosi in una zona con meno restrizioni. Il monitoraggio della Cabina di regia conferma che le cose vanno bene, e quindi Basilicata Calabria, Lombardia e Piemonte dovrebbero passare dall’arancione al giallo.L’Abruzzo, il cui presidente Marco Marsilio aveva deciso di anticipare il monitoraggio smettendo di applicare le regole del rosso e passando in arancione, con polemica da parte del Governo, sarà ufficialmente spostato in quel colore. In serata è attesa l’ordinanza del ministro alla Salute Roberto Speranza con la quale si faranno scattare le nuove classificazioni da domenica.
Comuni e Regioni più duri del Dpcm. Ma c’è anche chi chiede deroghe
11 Dicembre 2020

L’Rt nazionale, calcolato su 14 giorni, è di 0,82. Nel dettaglio, ecco quelli delle Regioni: Abruzzo 0,8, Basilicata 0,65, Calabria 0,64, Campania 0,71, Emilia-Romagna 0,81, Friuli 0,97, Lazio 0,67, Liguria 0,63, Lombardia 0,82, Marche 0,8, Molise 1,45, Piemonte 0,64, Provincia di Bolzano 0,67, Provincia di Trento 0,91, Puglia 0,8, Sardegna 0,7, Sicilia 0,68, Toscana 0,76, Umbria 0,66, Val d’Aosta 0,6, Veneto 0,91. Il Molise è la Regione con il dato più alto ma comunque non va verso un passaggio in arancione, perché ha un rischio di crescita dell’epidemia basso.La situazione migliora ma ci sono tre Regioni soltanto – Sicilia, Molise e Basilicata – sotto i due limiti considerati critici per l’occupazione dei posti letto, cioè il 30% delle terapie intensive e il 40% dei reparti internistici. “L’epidemia in Italia – scrivono gli esperti della Cabina di regia – seppur mantenendosi grave a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali, continua a mostrare una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente e questo è un segnale di efficacia delle misure di mitigazione introdotte”.Sempre gli esperti ricordano però che “l’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario mantenere i livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri”.E così tra due giorni potrebbero essere circa 50 milioni gli italiani in zona gialla. Cioè tutti coloro che vivono in Emilia, Friuli, Marche, Puglia, Umbria, Liguria, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Sicilia, Veneto e appunto Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte. Restano arancioni ancora per sette giorni Campania, Toscana, Val d’Aosta e Provincia di Bolzano. L’Abruzzo dovrebbe aspettarne invece altri 7 e quindi essere giallo dopo Natale. Teoricamente il Dpcm del 3 dicembre prevede che la Cabina di regia possa derogare alla regola della permanenza in una zona per almeno 14 giorni ma pare che non ci sia l’intenzione di aumentare ancora il numero delle Regioni gialle.Covid, Pregliasco: “Il tampone prima del pranzo di Natale? Non dà garanzia assoluta”

Per il vaccino anti-Covid, che arriverà in Italia a gennaio, è intanto partira la gara per il il reclutamento di 3mila medici e 12mila infermieri da utilizzare a tempo determinato per la somministrazione delle dosi. Il Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri ha emanato oggi l’avviso pubblico e dal 16 dicembre sarà possibile inviare la propria candidatura mentre la scadenza della gara è fissata per il 28 dicembre. L’assunzione sarà per un massimo di nove mesi, rinnovabili in caso di necessità


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