Amato su Ustica: “Non ritratto nulla, ho parlato perché sento il peso dell’età”

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“Una persona a 85 anni comincia a pensare se c’è qualcosa di utile che può ancora fare”. È per questo, spiega Giuliano Amato, che ha deciso di accettare la richiesta di Repubblica di parlare del caso di Ustica. E a proposito di Macron precisa. “Ho chiesto di occuparsi della cosa – dice – perché all’epoca della strage era un bambino. Se dimostra che è infondata bene, se no deve chiedere scusa”. E dopo l’intervista, aggiunge, “dopo aver letto tutto quello che è stato scritto, non ho ritrattato niente”. Amato ha indetto un incontro nella sede della stampa estera per rispondere alle questioni sollevate dalla sua intervista rilasciata a Simonetta Fiori su Repubblica: “Ho trovato singolare – ha detto – che in questi giorni sia stato detto che la politica con Ustica non c’entra. La politica può ancora fare molto, se vuole, perché la vicenda di Ustica sia chiarita”.

La morte di Andrea Purgatori, che sarebbe stato un interlocutore per approfondire la questione, è stato un input. “Potrebbero andarsene anche altri protagonisti di quella vicenda, chi ha guidato un aereo potrebbe dire ‘ero io alla cloche di un aereo che quella notte era tra gli altri a ronzare attorno al Dc9’”, sottolinea Amato che insiste su un aspetto: “Nell’intervista non ho mai detto che stavo dando la verità su Ustica. Ho detto che portavo avanti l’ipotesi più ritenuta più credibile tra quelle formulate, specificando che non avevo la verità da offrire ma il mio scopo era provocare se possibile un avvicinamento alla verità”.

Nessun attrito però con la Francia: “Sono molto amico della Francia – ha ribadito -. L’unica mia questione aperta con la Francia è la testata piantata da Zidane nel petto di Materazzi. Chi ha scritto che la mia intervista è fonte di attriti con la Francia – ha aggiunto – ha voluto creare un attrito, ha voluto dire una cosa non vera, che è una cosa che spesso in politica si fa ma non risponde alla verità”. 

Amato ha poi chiarito di non aver sentito il premier Giorgia Meloni dopo le sue dichiarazioni. E ha invece ammesso di aver commesso un errore nel ricostruire il ruolo di Bettino Craxi. “Un errore, segnalato anche da figli di Craxi. Inizio ad avere una certa età e ho ammesso che non sono in grado dire se l’errore l’ho fatto io o se lo fece chi mi disse che Craxi informò Gheddafi. E’ un fatto che lo informò nell’86”.

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