Amazon, a Jassy un pacchetto da 200 milioni in azioni per succedere a Bezos

Pubblicità
Pubblicità

MILANO – Lunedì sarà un giorno particolare per Amazon e per Andy Jassy, che subentrerà ufficialmente a Jeff Bezos passando dalla guida della divisione Aws, quella che si occupa dei server e del cloud, a tutto il gruppo dell’e-commece. Il neo capo-azienda, una vita in Amazon, si troverà in tasca un pacchetto da oltre 200 milioni di dollari di azioni della compagnia.

Calcola il tuo stipendio giusto

Il pacchetto, che maturerà nel corso di dieci anni, è emerso da una comunicazione obbligatoria che la società ha fatto alle autorità americane in vista di quella che è la prima transizione al vertice dalla fondazione del 1994.

Per calcolare l’esatto valore delle 61 mila azioni che verranno intestate a Jassy, bisognerà aspettare i prossimi anni quando effettivamente le azioni potranno esser monetizzate. Il piano di remunerazione ha infatti la logica di “incoraggiare” Jassy a far crescere ancora il valore della compagnia, che oggi sfiora i 1.800 miliardi di dollari.

Jassy è in Amazon dal 1997 e ha guidato Aws dalla sua nascita del 2006. Il passaggio di consegne con Bezos avverrà proprio nel giorno del 27esimo anniversario della compagnia: il fondatore sarà presidente e si dedicherà – queste le sue intenzioni – maggiormente alle iniziative personali che vanno dalla corsa allo spazio all’editoria.

Misener, l’uomo per l’innovazione di Amazon: “L’Antitrust Usa ci esamini, ma senza pregiudizi”

Il fatto che nell’ultimo decennio il valore delle azioni di Amazon sia schizzato del 1.500% è di buon auspicio per il nuovo amministratore delegato, che ha già in portafoglio importanti pacchetti della società maturati negli anni scorsi (la Reuters ne segnala uno da 45,3 milioni maturato quest’anno e uno da 41,5 lo scorso, che si sommano a uno stipendio base da 175mila dollari) per il suo ruolo dirigenziale: di fatto ne è il secondo azionista individuale alle spalle di Bezos, la cui quota vale ora come ora 176 miliardi di dollari.

Il Ft ricorda che d’altra parte l’assegnazione di importanti pacchetti azionari è la norma per Big Tech: quando Tim Cook prese il posto di Steve Jobs in Apple, nel 2012, si vide assegnare un portafoglio d’azioni valutato allora in 376 milioni. A 276 milioni è arrivato nel 2019 Sundar Pichai entrando in Alphabet (Google), con un meccanismo legato al raggiungimento di obiettivi. La stessa dinamica legata alla performance per Satya Nadella, che da Microsoft nel 2014 ricevette azioni per 59 milioni.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source