Andrea Purgatori, venerdì i funerali a Roma. Camera ardente in Campidoglio. Dall’autopsia le prime risposte sulla morte del giornalista

Pubblicità
Pubblicità

Potrebbero arrivare a breve le risposte sulle cause della morte del giornalista Andrea Purgatori. Dagli accertamenti eseguiti in queste ore, prima la Tac poi l’autopsia, si sta cercando di capire se poter escludere o meno l’eventuale presenza di un’infezione. Tra le ipotesi avanzate a seguito dell’esposto dei familiari ci sarebbe quella di una pericardite settica, che potrebbe essere stata la causa dell’aggravarsi delle condizioni di Purgatori, al quale era stato diagnosticato un tumore ai polmoni e – da alcuni medici – la diffusione di metastasi al cervello.

L’inchiesta

Gli ultimi quattro mesi di Andrea Purgatori: convocati in procura 12 testimoni

Dopo l’arrivo del nulla osta per la salma del reporter, sono stati fissati per venerdì prossimo i funerali, che si svolgeranno alle 10 a Roma nella chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, mentre domani nel pomeriggio è prevista la camera ardente in Campidoglio.
 

I pm della Procura di Roma – i quali hanno aperto un fascicolo che vede indagati due medici della clinica romana Pio XI per omicidio colposo – hanno già ascoltato alcune persone e diverse altre, tra cui sanitari e conoscenti del reporter, saranno sentite nei prossimi giorni per ripercorrere gli ultimi mesi di vita di Purgatori e il decorso della sua malattia. Il tutto in attesa dei risultati della Tac, dell’autopsia (effettuata dal professore Luigi Marsella dell’Università di Tor Vergata) e dei prelievi effettuati per condurre gli esami anatomopatologici i cui risultati arriveranno non prima della fine di agosto. Solo quanto emergerà dagli esami potrà fornire elementi certi per avere un quadro chiaro e stabilire le cause della morte del reporter. La clinica Pio XI ha comunque precisato che il giornalista nella struttura “ha svolto solo accertamenti di diagnostica per immagini e una biopsia”.
 

Intanto c’è chi pensa di dedicare uno spazio al ricordo di Andrea Purgatori nel museo per la memoria di Ustica. A lanciare questa proposta, avanzata al sindaco e al Comune di Bologna, è Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage dove persero la vita 81 persone il 27 giugno 1980 a bordo di un Dc9. È una vicenda sulla quale Andrea Purgatori ha sempre cercato la verità conducendo inchieste e approfondimenti che portarono a riaprire il caso. “C’è un legame profondo tra la sua esperienza umana e giornalistica e la strage di Ustica, che impone di ricordarlo proprio vicino a quel relitto del Dc9 Itavia che in tanti anni ha descritto chiedendo giustizia”, sostiene Bonfietti.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *