Appendino a fine mandato: “Lascio una città cambiata con i conti sani e più diritti. Ci sono le basi per il rilancio”

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“Abbiamo cambiato dove c’era da cambiare, penso di aver risolto la questione dell’ex villaggio olimpico del Moi, quella del campo rom di via Germagnano, abbiamo rilanciato il trasporto pubblico locale comprando i bus elettrici e abbiamo messo le basi per un rilancio significativo anche in termini di investimenti che sono già arrivati che vedremo nei prossimi anni”, così la sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha incominciato il suo discorso di addio alla città, nella conferenza stampa di fine mandato, alla viglia delle elezioni per l’elezione del nuovo sindaco. “E soprattutto – ha aggiunto – abbiamo dato una nuova vocazione alla città lavorando su industria, innovazione e tenendo sempre a mente il sociale. Lasciamo, poi, un’eredità importante, anche in termini di infrastrutture, pensiamo a metro 2, un’eredità, però, che evidentemente ha bisogno di un proseguimento e per questo candidiamo Valentina Sganga”, ha proseguito.

Tre sono state le nostre direttrici: costruire, crescere, cambiare”, ha detto Chiara Appendino, ormai quasi mamma per la seconda volta e soprattutto sindaca uscente della città dopo cinque anni di gestione difficile, donna e giovanissima alla guida di Totino. Convinta a non ricandidarsi soprattutto dagli strascichi giudiziari della sua legislatura, oggi sposa pubblicamente la candidatura di un’altra giovanissima 5stelle, Valentina Sganga alla quale, dice, andrà soprattutto l’eredità positiva dei cinque anni passati. “Quando ci siamo insediati c’erano alcune tematiche che erano state abbandonate da anni, problemi complessi che necessitavano di risposte complesse e noi le abbiamo subito identificate come priorità”, ha detto oggi. Il tema del bilancio, prima di tutto: “Ho ereditato un disavanzo di 80 milioni, lascio la città con 7 che significa che bisognerà ancora risanare, il percorso non è finito, abbiamo ridotto il debito di circa 400 milioni ma dovrà continuare a scendere, e oggi è uno dei primi giorni negli ultimi anni della città che il saldo di cassa del Comune di Torino è positivo per più di 70 milioni di euro, migliorando il tempo di pagamento dei fornitori”.

“Un lavoro complicato, che certo non è valso il consenso, ma necessario per far ripartire la nostra comunità”, ha precisato ancora Appendino che poi ha sottolineato che sulla gestione ordinaria “ci siamo mossi secondo quattro assi: periferie, ambiente e aree verdi, manutenzione stradale e mobilità sostenibile”. Poi, un riferimento di dovere al governo, ora che dicono Appendino sia destinata ad assumere incarichi di rilievo a Roma nell’anuova organizzazione del Movimento. “In tutto questo è stato fondamentale l’apporto del governo con cui la città è riuscita a costruire un rapporto proficuo che ci ha permesso di portare avanti tutta una serie di azioni”.

Infine, le conquiste in tema di diritti, che la sua gestione ha tenuto molto a cuore: “Sono 73 i figli di coppie omogenitoriali che sono stati riconosciuti dalla legge” nel capoluogo piemontese. “Questo è stato possibile grazie al mio impegno ma anche grazie al fatto che sono stata sostenuta politicamente in questa battaglia, e spero che sia presto una norma nazionale”, ha spiegato. A questo momento del riconoscimento dei bimbi delle coppie omogenitoriali – ha aggiunto – sono legata dal punto di vista personale ed emotivo” perché “con una firma fai la differenza nella vita delle persone”. Il primo riconoscimento da parte di Appendino è avvenuto nell’aprile 2018 e per domani sono attese altre quattro trascrizioni.

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