Arbitro e fidanzata uccisi a Lecce, fermato un 21enne

Libero Quotidiano News

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29 settembre 2020

Lecce, 28 set. (Adnkronos) – C’è un fermo nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Daniele De Santis, 33 anni, arbitro, ed Eleonora Manta, 30 anni, impiegata Inps,
IL POSSIBILE MOVENTE – “La ricostruzione dell’episodio si è resa subito molto complessa perché inizialmente per un lungo tratto della vicenda durata 6/7 giorni e ancora adesso l’unica cosa che non è stata possibile ricostruire, secondo l’impostazione accusatoria, è il movente. Il movente è solo parzialmente ricostruito”. “Questo per noi ha rappresentato una grande difficoltà iniziale – ha continuato – perché, senza movente, è difficile stabilire quale sia la pista da imboccare”. “Ci auguriamo ci sia una confessione” ha detto durante la conferenza stampa.
LA SVOLTA – “La ricostruzione della responsabilità e delle modalità secondo l’impostazione accusatoria si fonda su elementi di prova che sono rinvenibili principalmente su dati tecnici e quindi visione dei filmati delle telecamere, intercettazioni, una parziale e preliminare perizia di comparazione grafica” sul bigliettino ritrovato. Oltre che su questo accertamento e sugli altri dati tecnici le indagini si sono basate su “attività di polizia tradizionale e cioè pedinamenti e riprese filmati del soggetto. Si è arrivati a lui anche attraverso le immagini che per fortuna non sono state pubblicate dai media in questi giorni”.
IL BIGLIETTINO – “E’ stato trovato un bigliettino nell’immediatezza dei fatti. Inizialmente non si sapeva se fosse stato volontariamente messo lì o se fosse caduto” ha spiegato il procuratore. “Si è stabilito ben presto che in realtà era stato perso dall’aggressore e questo ha dato la possibilità di comparare questa grafia con quella dei documenti presso la Prefettura e presso il Comune”. Nel bigliettino “non vi è soltanto uno studio dell’itinerario da seguire per evitare le telecamere e quindi per agire in sicurezza, ma vi è purtroppo anche la programmazione delle modalità dell’azione omicidiaria che sarebbe dovuta essere preceduta anche da una attività preliminare e prodromica all’omicidio”. “La ricostruzione dell’episodio ci dice che c’è stata una fortissima premeditazione e questo è rinvenibile sia dall’attività di ispezione che il soggetto ha fatto nei giorni precedenti e anche durante la giornata dell’episodio, sia dall’esame e dall’interpretazione del bigliettino”, trovato per terra vicino all’appartamento di via Montello.



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