Arena Robinson, lo storico Emilio Gentile: “La marcia su Roma poteva essere evitata. Oggi la democrazia è fragile”

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Perché parlare ancora di fascismo? “Perché continua a esistere come ci ricorda l’assalto alla Cgil da parte dei no-vax guidati da un leader di Forza Nuova” dice Simonetta Fiori. “Perchè la democrazia oggi è fragile” dice lo storico Emilio Gentile che con lei all’Arena Robinson, in un appuntamento partecipatissismo, ripercorre i giorni della marcia su Roma del 28 ottobre 1922, quasi cent’anni fa.

La lettura di Gentile, che allo studio del Ventennio ha dedicato tutta la sua vita, è innovativa: ridimensiona la figura di Mussolini e racconta chi erano i fascisti a cominciare da Michele Bianchi “il vero ideatore della manovra ricattatoria che fu chiamata marcia di Roma”.

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Che non fu una marcia, spiega Gentile: “Gli squadristi entrarono nella Capitale il 31 ottobre: quello che accadde tra il 27 e il 29 ottobre fu l’impossibilità del governo centrale di entrare in contatto con le autorità periferiche che erano state occupate”.

Molti intellettuali pensarono che il fascismo si potesse battere, sollecita Fiori. “Il mio lavoro – dice Gentile – è quello di aiutare a ricordare per fare in modo che certi errori non vengano ripetuti. Lo stesso Gramsci dice che se ridicolizzi il tuo nemico ridicolizzi te stesso. Mussolini disse subito cosa sarebbe stato il fascismo, che avrebbe diviso l’Italia in tre: i simpatizzanti, gli indifferenti e gli avversari”. Ma non si riuscì a fermare la sua scalata.

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“Perché il fascismo è nato in Italia?” gli chiede Fiori. “Perchè in Italia intercetta il risentimento generale delle masse di giovani che vivono per lo più nei territori in cui c’è un forte controllo della vita produttiva e sociale, masse che si sentono defraudate da una narrazione che ha trasformato una schiacciante vittoria in guerra quasi in una sconfitta per il mancato riconoscimento di alcuni territori che però non erano stati promessi”.
 
Secondo Gentile la marcia su Roma si poteva evitare: “C’erano tutti i mezzi per farlo”. E interviene sulle tracce del Ventennio che resistono ancora: parchi giochi, monumenti, come quello a Bianchi. “I monumenti non vanno distrutti perché sono memoria ma non possono nemmeno essere celebrati. La democrazia antifascista ha vinto nel 1945: 75 anni contro 23. Ma oggi la democrazia è fragile e bisogna stare attenti e chiedersi perchè non gode più di quel prestigio”.

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Gentile sta lavorando a una storia del fascismo in otto volumi che sarà pubblicato dal gruppo editoriale Gedi: “Racconterà chi erano i fascisti”.

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