Arena Robinson, Valerio e Piccolo: “Come Fantozzi ci ha insegnato a ridere piangendo”

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Fantozzi e Kundera: gli scrittori Francesco Piccolo e Chiara Valerio portano all’Arena Robinson i libri che li hanno liberati.

Se per Piccolo è L’insostenibile leggerezza dell’essere, per Valerio sono invece i primi due libri di Fantozzi: “Fantozzi ha raccontato una piccola borghesia italiana – dice – Se i film fanno molto ridere, i libri sono un po’ più drammatici anche perché ti permettono l’immaginazione e il fraintendimento. Fantozzi insegna che il tragico e il comico sono punti di vista tra i quali si può scegliere. E ci dice che si può ridere di quello che non sai e che a volte quello di cui ridi può essere tragico”.

Piccolo invece ha scelto Kundera perché racconta del mestiere scrittore “Lo sei davvero solo se sei libero, da ogni condizionamento”.

Ma come si sfugge dalla lusinga di stare dalla parte del giusto? “Non bisogna scrivere quando vuoi dire quello su cui tutti sono d’accordo – dice Piccolo – bisogna farlo quando ti viene in mente un pensiero diverso, che scuota, che faccia discutere. Non bisogna mai essere quello che ci si aspetta”.

“Il dovere di chi scrive – dice Valerio – è vedere l’altro lato, anche quando fa schifo o quando non esiste”.  

Il dialogo Piccolo-Valerio chiude la prima giornata all’Arena Robinson. Nel pomeriggio prima il confronto tra Melania Mazzucco e Dario Pappalardo sui quadri che salvano la vita e poi il dialogo, moderato da Gregorio Botta, tra lo scrittore Antonio Pascale, che ha appena pubblicato per Einaudi la raccolta di racconti La Foglia di fico, e il botanico Stefano Mancuso sul mondo salvato dagli alberi.

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