Armi all’Ucraina, prime defezioni in Parlamento. Petrocelli, M5S: “Voterò no”. Salvini: “Pieno sostegno della Lega al governo”

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Prime defezioni, in Parlamento, sulla possibilità che l’Italia invii armi “letali” all’Ucraina che in queste ore si sta difendendo dall’invasione delle truppe sovietiche. Dopo i primi distinguo ad opera di Matteo Salvini ora è il presidente della Commissione esteri di Palazzo Madama, il 5 Stelle Vito Petrocelli, a prendere una posizione: “Non voterò – dichiara all’agenzia Agi – qualsiasi provvedimento possa uscire dal Consiglio dei ministri, che dovesse decidere, come da indiscrezioni di stampa, l’invio di armi letali all’Ucraina, come risposta all’operazione folle di Putin, che ovviamente non posso che condannare”.

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L’esponente M5s invita Giuseppe Conte e tutto il Movimento a “riflettere sulla necessità che non vi sia un’escalation del coinvolgimento italiano” nel conflitto. Per Petrocelli si corre il “rischio di tornare al Kosovo e alla guerra che ha distrutto Belgrado”. Il senatore cinquestelle sottolinea: “Sono pronto ad assumermi tutta la responsabilità di questa decisione, che ho già comunicato al presidente Conte”. Ogni passo ulteriore verso il coinvolgimento nella guerra, sostiene, “è contrario ai principi della Costituzione e ai valori fondativi del Movimento”.

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La voce di Petrocelli, che da presidente della commissione esteri del senato riveste anche un ruolo istituzionale, si aggiunge a quella del leader della Lega Salvini che già ieri aveva puntualizzato: “L’italia non fornisca strumenti letali” nel conflittto prima di allinearsi sulle posizioni del governo: “Ogni strumento è utile a fermare l’aggressione russa”. Stamattina, dopo la visita privata al Sacro Conventi di assisti per un “momento di preghiera” sulla tomba di San Francesco, Salvini ha confermato che “il Governo avrà il pieno sostegno della Lega qualsiasi proposta porterà in Europa. Non bisogna rispondere alla guerra con un’altra la guerra, altrimenti si fa difficile fermarla”, ha detto parlando con i giornalisti. “Se con le bombe si risponde con le bombe si fa difficile” ha sottolineato Salvini. In mattinata, in tv, ospite di Mattino Cinque, aveva aggiunto: “Oggi non è pensabile dividersi, qualsiasi richiesta Draghi porti oggi la appoggeremo”.

A Petrocelli, invece, risponde una dichiarazione ufficiale del Movimento 5 Stelle che ha diffuso una nota per affermare che “l’aggressione militare della Russia alla sovranità politica e territoriale dell’Ucraina non può lasciarci indifferenti o silenti. Questa invasione contrasta con i più elementari principi del diritto internazionale e merita la più ferma e risoluta condanna. Di qui le giuste misure di reazione, politiche ed economiche, sperando che la prospettiva di un severo isolamento politico e di forti penalizzazioni sul piano economico possa indurre la Russia a ritirare le truppe e a riprendere la via del negoziato con sincera disponibilità. Questa situazione giustifica anche l’adozione, da parte dell’Italia nel quadro dell’Unione europea, di iniziative di sostegno che consentano all’Ucraina di esercitare il diritto alla legittima difesa e di proteggere la sua popolazione contro l’aggressione militare”.

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