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Arnault, la galoppata di Lvmh lo porta in testa alla classifica dei più ricchi davanti a Bezos

La Republica News
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Il lusso alla europea più forte del tech all’americana. Si può anche leggere in questa chiave quel che è brevemente accaduto nella classifica di Forbes sugli uomini e le donne più ricchi del mondo, che ha visto per qualche istante primeggiare mr. Lvmh, Bernard Arnault, davanti al signor Amazon, Jeff Bezos.

Il ceo del colosso francese del lusso, con marchi che vanno da Fendi a Givenchy passando per Dior, si è ritrovato 300 milioni di dollari sopra il fondatore dell’e-commerce. Con l’andamento degli scambi azionari americani, poi, Amazon è tornata ad assicurare a Bezos il primato.

Sembrano briciole, se si considera che la battaglia si gioca sul filo dei 186 miliardi di dollari di patrimonio. Ma alle spalle di Arnault c’è una progressione che dura da mesi e che l’ha portato a moltiplicare il suo patrimonio personale di 76 miliardi del marzo 2020 agli, appunto, 186 miliardi attuali. Un boom incredibile, se si considera che nel mezzo c’è stato un anno abbondante di pandemia che ha costretto i negozi a chiudere, ha bloccato i flussi dei turisti (in molti casi alto-spendenti, anche per lo shopping) e costretto alle saracinesche abbassate le vetrine aeroportuali.

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Eppure tutti gli specialisti della finanza vedono il comparto del lusso già oltre il Covid, pronosticano grandi rimbalzi. Anche spinti da una sorta di riscatto psicologico da parte dei consumatori che possono permettersi questo tipo di acquisti: “Le persone sono state rinchiuse così a lungo – ha detto la direttrice di Vogue, Anna Wintour al Financial Times – che usciranno e avranno voglia di spendere”.

Proprio Lvmh con Hermès si è fatta interprete evidentemente di questa esigenza e nel primo trimestre i ricavi sono saliti del 32% per la prima (a 13,9 miliardi) e del 38% per la seconda (2,1 miliardi). Come ha notato un’analisi di Jefferies, è soprattutto la spinta cinese a motivare l’euforia per il futuro. E il mercato ne sta prendendo atto, spingendo le quotazioni sempre più in su. Tanto che a beneficiare degli acquisti del mercato è stato anche il rivale François Pinault, il cui gruppo Kering possiede i marchi di lusso Saint Laurent, Alexander McQueen e Gucci, che come ricorda la rivista Usa ha visto passare il suo patrimonio da 27 miliardi di dollari a 55,1 miliardi, da marzo 2020 ad oggi. Uscendo dalla Borsa, le stime per  Chanel (che non è quotato) attribuiscono ai fratelli Alain Wertheimer e Gerard Wertheimer, nipoti del fondatore Pierre Wertheimer, un patrimonio di 35 miliardi di dollari, più del doppio del loro patrimonio netto di 17 miliardi di dollari nel 2020. Anche Francoise Bettencourt Meyers, nipote del fondatore di Oréal, ha goduto di un aumento di quasi 40 miliardi di dollari, raggiungendo gli 87,8 miliardi di dollari.

La fiammata di Arnault non rappresenta una prima assoluta in testa alla classifica dei Paperoni: a metà dicembre del 2019 già aveva sorpassato Bezos, brevemente. Il ceo di Lvmh era entrato nella top ten nel 2005: allora la sua fortuna era stimata in 13 miliardi. Nel 2018 ha quindi scalato fino alla top five. Ma il vertice di Forbes è storicamente campo di conquista degli Usa: Elon Musk, ora al terzo posto, a inizio anno aveva conquistato la vetta grazie al balzo azionario della sua Tesla. Bill Gates e Warren Buffett sono gli altri detentori del primato in tempi più recenti. Solo il magnate messicano delle telecomunicazioni, Carlos Slim, era riuscito a intromettersi in questa battaglia tutta a stelle e strisce.



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