Arresti Autostrade le carte il top manager Donferri che cerca di far sparire i documenti e Castellucci che governa ancora

Arresti Autostrade, le carte: il top manager Donferri che cerca di far sparire i documenti e Castellucci che “governa ancora”

La Republica News
Pubblicità

E’ finito in manette l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, ai domiciliari insieme agli ex top manager di Autostrade Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti. E interdizioni sono scattate per l’ex dirigente Stefano Marigliani e per i tecnici di alto livello Paolo Strazzullo e Massimo Meliani, loro ancora dentro l’azienda. Tutti accusati di frode nelle pubbliche forniture e attenato alla sicurezza dei trasporti.Nelle 106 pagine di ordinanza scritte dal gip Paola Faggioni si leggono dichiarazioni e intercettazioni sconvolgenti. Quelle barriere anti-rumore pericolanti installate lungo la strada, ammette un indagato, “sono incollate con il Vinavil” mentre altre si sono “sbragate”. E scrive il giudice per le indagini preliminari, non vennero cambiate “per evitare le ingenti spese che avrebbe comportato”.Così il manager Donferri voleva far sparire i documentiIn piena inchiesta sul crollo, ma un anno dopo la strage, Michele Donferri Mitelli non è più il direttore delle Manutenzioni, è stato destinato ad altro incarico. Comunque, chiama un suo collaboratore, Matteo Biello.Siamo al 17 settembre del 2019 e la telefonata viene intercettata dai militari del Primo Gruppo (comandati dal colonnello Ivan Bixio) e da quelli del Nucleo Operativo Metropolitano guidati dal tenente colonnello Giampaolo Lo Turco.
Arresti Autostrade, le carte: il top manager Donferri che cerca di far sparire i documenti e Castellucci che “governa ancora”
di Giuseppe Filetto ,  Marco Lignana 11 Novembre 2020

I contenuti sono nelle 106 pagine di ordinanza scritta dal gip di Genova Paola Faggioni. Donferri dice: “Matteo, portati un bekl trolley grosso…cominciamo…devo comincià a prendere l’archivio Polcevera… un cosetto al giorno, tanto sono scatole di legno, ti stampi le foto e la roba che ci sta dentro…”.E l’altro: “…Sì, va bene…”. Il manager gli dà appuntamento: “Ci vediamo a Viale Europa…una volta a sera…”.
Castellucci, l’ingegnere con un debole per la finanza
di Giovanni Pons 11 Novembre 2020

Non basta, due giorni dopo chiama con Whatsapp la segretaria Nadia Spione, che gli dice di non riuscire “a trovare la cartellina verde…”. E lui: “…Allora se tu vai sul…ma devi fare tutto da sola…e chiuditi la porta”. E ancora le consiglia di cancellare i messaggi: “…Li levi…hai capito?”. Le pressioni di Castellucci sul generale dell’ArmaMichele Donferri Mitelli “ha la straordinaria capacità di esercitare forti pressioni e di condizionamento anche sulle forze dell’ordine”, scrive il gip Paola Faggioni nell’ordinanza di custodia cautelare. Tanto da spingere il generale dei carabinieri Franco Mottola a chiedere l’intervento dei suoi colleghi di Genova per “proteggere” Giovanni Castellucci dai giornalisti durante l’interrogatorio che si dovrà tenere a Palazzo di Giustizia del capoluogo ligure. Donferri lo fa mentre raccomanda al generale il figlio di un suo collega che qualche giorno dopo dovrà sostenere il concorso per l’accesso all’Arma.E’ il 26 novembre del 2018, tre mesi dopo del crollo. Donferri sa già di essere indagato, ha ricevuto l’avviso di garanzia e probabilmente immagina di essere intercettato. Comunque, chiama il generale: “Dico se poteva dare qualche indicazione a Genova…”. Teme l’assalto dei media. E spiega che Castellucci “poveraccio non se lo merita…non vorrei che lo trattassero male…”.Due giorni dopo, il direttore delle Manutenzioni di Autostrade richiama per avere conferma: “Mi raccomando per stamattina…per favore…”. Il generale Mottola assicura di “avere fatto chiamare”, ma quando Castellucci arriva in Procura non vede i carabinieri, con ogni probabilità informa Donferri, il quale ripete la richiesta.Mottola assicura di “avere fatto pressioni sia sul comandante provinciale Sciuto, sia su quello della Legione Nardone”, ed ha cura di precisare che “entrambi gli avrebbero manifestato l’intenzione di andare personalmente a ricevere il Castellucci ma di avere timore per eventuali critiche”.Donferri a quel punto, quasi come un rimprovero, dice: “Vorrei farle vedere la diretta tv perchè vedo una marea di gente ma non vedo i militi…”.Castellucci “governa ancora” e quella ‘trattativa’ con Toti per salvare Banca CarigeDel resto il gip Paola Faggioni “racconta” Giovanni Castellucci come una persona che “ha da sempre avuto il pieno controllo di Aspi e per molto tempo anche di Atlantia. Nonostante le sue dimissioni dal gruppo, sussiste il pericolo attuale e concreto di inquinamento probatorio e di reitarazioni di reati della stesse specie di quelli per cui si procede”.Del resto sono gli stessi dirigenti vicinissimi a Benetton, come l’amministratore delegato di Edizione Holding Gianni Mion, a dire in una conversazione intercettata che “Castellucci sta ancora il governando il processo”.E poi la condotta di Castellucci, scrive sempre il Gip, è figlia di una “personalità spregiudicata e incurante del rispetto delle regole, ispirata a una logica strettamente commerciale e personalistica, anche a scapito della sicurezza collettiva”. Quando nel 2017 si staccano alcune parti delle barriere anti-rumore da un tratto di autostrada A12 e gli vengono spedite le foto su WhatsApp, lui commenta così: “Le barriere le ha progettate Renzo Piano? A onda?”.Si legge sempre nelle carte, “dagli accertamenti sono emerse la conoscenze da parte di Castellucci in ambienti di altissimo livello e la sua propensione alla strumentalizzazione delle conoscenze e dei rapporti a fini personali”. E qui il gip cita una vicenda che coinvolge pure Banca Carige, all’epoca dei fatti in una situazione difficilissima, e l’appena rieletto presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.Una vicenda con, sullo sfondo, il nodo cruciale della revoca o meno della concessione dopo la tragedia di Genova, quando al Governo c’è l’alleanza fra la Lega e il M5S, “partito” quest’ultimo che fin dai primi minuti successivi al crollo del viadotto Polcevera ha parlato apertamente di revoca della concessione.Quel che traspare è una sorta di abbozzo di trattativa, ovviamente poi mai messa in pratica: da una parte Aspi avrebbe potuto aiutare Carige, quindi il territorio genovese duramente colpito dal crollo, dall’altro avrebbe potuto mantenere la concessione o comunque non essere duramente danneggiata dalle manovre di Governo.Scrive il gip che “dall’ascolto di alcune conversazioni intercettate è emerso che all’indomani del disastro del ponte Morandi Castellucci ha cercato con ogni mezzo di ricostruire buoni rapporti con lo Stato, offrendo, condizionatamente, cospicue somme di denaro. In questo contesto rilevano alcune conversazioni dalle quali emerge la disponibilità da parte di Castellucci a fornire un aiuto economico per il salvataggio della Banca Carige al fine di ricucire buoni rapporti con il Governo”.Così ecco che il 30 ottobre 2018, due mesi e mezzo dopo il crollo di ponte Morandi, lo stesso Toti chiama Castellucci. Il presidente della Regione parla della “roba che ti ho proposto di Carige… come dire, è ovvio che noi lo, lo saluteremo con grandissimo favore… una volta che tu mi dici che c’è la disponibilità, io ci parlo con Giorgetti e con Salvini eh, per dirgli che è una cosa ovviamente concordata”.Castellucci risponde che “io il problema è che per venderlo ai miei azionisti e venderlo, diciamo al mercato, ho bisogno che sia… all’interno di un quadro”. Al che Toti risponde: “L’unica cosa che possiamo fare è chiedere alla Lega, è dire ragazzi, noi ci stiamo esponendo per salvarvi una banca e togliervi rotture di coglioni… poi se non ne tenete conto siete dei pazzi!”.Toti entra anche nel merito della questione: “Poi la dovete valutare voi quanto, non è una roba gigantesca l’aiuto che chiede Modiano (Pietro, ex commissario di Banca Carige, ndr)… penso su 150 milioni ma di garanzie perché di fatto… loro stanno pensando a un aumento da 400 che metterebbe… in sicurezza la banca… di cui 250 sottoscritti dalla famiglia Malacalza… e 100, 150 sottoscritti a garanzia, come consorzio di garanzia”.La risposta di Castellucci, però, è definitiva: “Certo! Il problema è che io per raccontarla ai miei ho bisogno di qualcosa in più… ovviamente!”. E Toti conferma: “Eh, sì ma, eh, per quanto possa essere in più, può essere, al massimo come si dice, una dichiarazione informale”. Per il Gip, il presidente della Regione “si sforza di non perdere l’occasione guardandosi bene dal fare promesse”.


Go to Source