Assegno unico, chi lo ha già ricevuto non dovrà fare nuova domanda per il 2023. Servirà solo rinnovare l’Isee

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Per chi ha già percepito l’assegno unico tra il gennaio 2022 e il febbraio 2023 non sarà necessario presentare una nuova domanda per continuare a riceverlo.

Lo dice l’Inps, in una nota nella quale spiega che “dal 1° marzo del 2023, coloro che nel corso del periodo gennaio 2022 – febbraio 2023 abbiano presentato una domanda di Assegno Unico e Universale (AUU) per i figli a carico, accolta e in corso di validità, beneficeranno dell’erogazione d’ufficio della prestazione da parte dell’INPS, senza l’onere di presentare una nuova domanda. Potranno, invece, presentare domanda coloro che non hanno mai fruito dell’Assegno Unico e quanti avevano prima del 28 febbraio 2023 trasmesso una istanza che non è stata accolta o non è più attiva”.

Oltre 10 miliardi alle famiglie

L’ultimo aggiornamento sull’assegno unico, relativo al periodo marzo-ottobre 2022, dice di 10,3 miliardi di euro erogati alle famiglie. Di questi, 9,8 miliardi sono andati a nuclei non percettori del Reddito di cittadinanza: una platea di circa 5,6 milioni di richiedenti per 8,9 milioni di figli beneficiari di almeno una mensilità. Numeri che restano inferiori all’aspettativa della vigilia della misura, che indicava 11 milioni di figli e 7 milioni di famiglie. In media, l’importo mensile è di 233 euro per richiedente e 145 euro per figlio. Se si spacchettano i dati dei nuclei non percettori di RdC per livelli di Isee, il 47% degli assegni pagati per figlio è andato a famiglie con l’indicatore patrimoniale e reddituale sotto i 15mila euro. Per il 20% sono andati a nulcei che non hanno presentato Isee. L’importo base dell’assegno per ciascun figlio minore, in assenza di maggiorazioni, va da un minimo di 50 €, in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 40mila euro, ad un massimo di 175 € per ISEE fino a 15mila euro.

Le modifiche con la Manovra

L’assegno è entrato anche nel menu della manovra in lavorazione al Parlamento. All’articolo 65, in attesa di eventuali modifiche in sede di conversione parlamentare, la legge di Bilancio del governo Meloni rende permanenti, al fine della misura dell’assegno, le equiparazioni, già previste fino al 31 dicembre 2022, rispettivamente: tra il figlio minorenne a carico e il figlio maggiorenne disabile e a carico; tra il figlio minorenne a carico e disabile e il figlio di età inferiore a ventuno anni, sempre disabile e a carico. Viene poi prorogata la maggiorazione di 120 euro per i figli a carico con disabilità, e si maggiora del 50% l’assegno per ciascun figlio di età inferiore a un anno o inferiore a tre anni in caso di Isee del nucleo fino a 40mila euro.

La novità Inps sulle domande

Venendo alla novità annunciata dall’Istituto della previdenza, si tratta di “una misura di semplificazione per l’utenza, realizzata anche grazie ai fondi garantiti dal Pnrr, che punta a valorizzare le banche dati dell’Istituto per rendere alla cittadinanza un servizio innovativo: i dati dell’istanza, infatti, saranno automaticamente prelevati dagli archivi dell’Istituto, che procederà a liquidare la prestazione in continuità”, rimarca l’Inps. E aggiunge che “eventuali variazioni delle informazioni precedentemente inserite nella domanda di assegno unico trasmessa a INPS prima del 28 febbraio 2023 (a titolo d’esempio: nascita di figli, variazione/inserimento della condizione di disabilità, separazione, variazioni Iban, maggiore età dei figli …) dovranno essere comunicate dai richiedenti, integrando tempestivamente la domanda già trasmessa”.

Resta a carico dei beneficiari l’onere di certificare l’Isee, per determinare la quantificazione dell’assegno. Si tratta di procedere alla presentazione della nuova Dsu, per il 2023. “In assenza di una nuova DSU, correttamente attestata, l’importo dell’Assegno unico e universale sarà calcolato a partire dal mese di marzo 2023 con riferimento agli importi minimi previsti dalla normativa”.

Per quel che riguarda le domande, infine, possono essere inviate tramite le consuete modalità:

  • portale web dell’Istituto, previo accreditamento con SPID, CIE, CNS;
  • Contact Center Integrato;
  • servizi offerti dagli Istituti di Patronato;
  • App mobile INPS.

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