Assegno unico per i figli, da 167 euro per un figlio a 653 per chi ne ha tre. Al via dal primo luglio, per 2 milioni di famiglie

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ROMA – Arriva l’assegno unico per i figli. Si tratta per ora di un “assegno ponte” per sei mesi, erogato dal primo luglio al 31 dicembre alle famiglie con figli. Poi dal primo gennaio 2022 diventa permanente e universale, incardinato nella riforma fiscale in sostituzione di detrazioni e bonus esistenti che per ora dunque non vengono abrogati, ma restano in vigore fino a fine anno.

L’assegno ponte è legato esclusivamente all’Isee fino a 50 mila euro e al numero di figli. L’importo massimo mensile è 167,5 euro. L’importo è identico per primo e secondo figlio, maggiorato del 30% dal terzo figlio. E dunque l’importo massimo per famiglie con due figli raddoppia a 355 euro. Più che triplica a 653 euro con tre figli. L’importo cala al crescere dell’Isee. E si azzera con Isee oltre 50 mila euro.

In questa fase transitoria, fino al 31 dicembre, l’assegno è destinato a tutte le famiglie escluse dagli assegni familiari, percepiti dai lavoratori dipendenti. Si tratta di quasi 2 milioni di famiglie molto eterogenee: soggetti inattivi, percettori di Reddito di cittadinanza, lavoratori autonomi, ma anche dipendenti oggi tagliati furoi dagli assegni per ragioni di reddito familiare. A queste famiglie vengono destinati 1 miliardo e 580 milioni dei 3 miliardi a disposizione.

L’altra metà delle risorse è destinata a 4 milioni di famiglie che già incassano gli assegni familiari (lavoratori dipendenti). In attesa del nuovo regime che farà pulizia di detrazioni e assegni, questi nuclei avranno dal primo luglio una maggiorazione di 37,5 euro al mese per figlio nel caso di famiglie con uno o due figli. E 70 euro in più per figlio per quelle con 3 o più figli.

I requisiti del richiedente

Cittadino italiano, europeo, extraeuropeo, titolare di diritto di soggiorno, di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo o per motivo di lavoro o ricerca di durata almeno semestrale. Paga le tasse in Italia. Residente e domiciliato in Italia con i figli a carico fino al compimento del 18esimo anno. Residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi. Oppure titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno semestrale. Il nucleo del richiedente deve essere in possesso dell’Isee.

Criteri per la determinazione dell’assegno

Gli importi sono determinati in base a una tabella allegata al decreto. Gli importi sono maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore con disabilità.  E del 30% dal terzo figlio in poi. Gli importi calano al crescere dell’Isee per garantire un sostegno maggiore a chi più ha bisogno. Rispetto alla situazione attuale, il nuovo assegno prevede importi – seppur piccoli – anche per livelli di Isee elevati, fino a 50 mila euro. Gli importi base – 167,5 euro per un figlio, 355 euro con due figli, 653 euro con tre figli – spettano pienamente per un Isee fino a 7 mila euro. Si dimezzano a 83,5 euro intorno ai 15 mila euro di Isee. E calano a 30 euro al mese a figlio dai 40 mila euro di Isee fino a 50 mila euro.

 

Come si presenta la domanda

In via telematica a Inps o presso Caf e Patronati secondo le modalità che Inps indicherà entro il 30 giugno 2021. L’erogazione dell’assegno decorre dallo stesso mese di presentazione della domanda e avviene mediante accredito su Iban del richiedente o mediante bonifico domiciliato, con l’eccezione delle famiglie beneficiarie di Reddito di cittadinanza. In caso di affido condiviso dei minori, l’assegno può essere accreditato in misura pari al 50% sull’Iban di ciascun genitore. L’assegno non concorre a formare la base imponibile dell’Irpef. In sede di prima applicazione, per le domande presentate entro il 30 settembre saranno corrisposte le mensilità a partire dal mese di luglio.

Compatibilità con il Reddito di cittadinanza

L’assegno è compatibile con il Rdc e con la fruizione di altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni. Nel caso del Rdc l’Inps corrisponde d’ufficio l’assegno per i figli congiuntamente allo stesso Rdc. Ma il beneficio complessivo è determinato sottraendo dall’importo teorico spettante dell’assegno la quota di Rdc relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare, calcolata in base alla scala di equivalenza. Il ricalcolo sarà fatto dall’Inps. La somme erogate a titolo di assegno per i figli non saranno soggette ai vincoli di spesa e prelievo tipici del Rdc.

 

Maggiorazione dell’assegno

Gli importi mensili dell’assegno sono maggiorati di 37,5 euro per ciascun figlio ai nuclei fino a due figli, di 55 euro a figlio per i nuclei di almeno tre figli. Per queste maggiorazioni si destinano 1 miliardo e 390 milioni per il 2021.

Rifinanziamento dei Caf

In considerazione dell’incremento di richieste di Isee, connesse alla richiesta dell’assegno per i figli, vengono stanziati 30 milioni per i Centri di assistenza fiscale.

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