Assolombarda, le richieste al governo: “Rivedere l’impostazione del Pnrr”. Meloni: “Prioritaria la sfida degli investimenti nel Patto Ue”. Sala: “Milano merita di più”

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“Il governo ha le idee chiare sulle sfide che abbiamo davanti. Sono fiera del lavoro del nostro Esecutivo. Stiamo dimostrando una affidabilità maggiore rispetto al resto dell’Eurozona. Questo piccolo miracolo non di deve al governo, ma al vostro lavoro”. Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è rivolta alla platea dell’assemblea generale di Assolombarda a Milano. “Il meccanismo autodistruttivo di chi non rappresenta la situazione come è ci danneggia. Sono fiduciosa che il declino si possa sconfiggere. Perchè il declino non è un destino, ma una scelta”.

“La sfida sulla riforma della governance – ha aggiunto la premier – è sugli investimenti: se l’Europa fa scelte strategiche come la transizione verde, e la transizione digitale, la Difesa, poi non si possono punire le nazioni che investono sulla transizione con regole che non riconoscono valore aggiunto degli investimenti. Per noi è prioritaria la sfida di scomputare quegli investimenti dal calcolo rapporto debito Pil”.

La premier ha chiesto di invertire la scaletta e di parlare prima del presidente di Assolombarda Alessandro Spada. Nella sua relazione, il numero uno degli imprenditori milanesi chiede al governo di “Agire con taglio strutturale del cuneo fiscale e ‘flat tax’ per i giovani, rivedere l’impostazione del Pnrr per non perdere alcuni progetti virtuosi” e all’Europa “svincolare gli investimenti strategici per il Paese dal Patto di Stabilità”. Queste le richieste al governo del presidente di Assolombarda Alessandro Spada, che lancia un appello anche all’Europa. “Ora, uniti, per una politica industriale comunitaria contro la deindustrializzazione. Le imprese del territorio sono un orgoglio nazionale da difendere e rafforzare”.

Sala a Meloni, niente polemiche ma Milano merita di più

A margine dell’Assemblea generale di Assolombarda è intervenuto il sindaco Beppe Sala. “Credo che Milano meriti un pò di più – ha detto – Non è una polemica, perché è chiaro che non mi rivolgo in particolare a questo governo, mi rivolgo a tutti i governi. Credo che in questo momento, anche dopo tutto quello che è successo con il Covid, anche Milano che è una città forte, ha bisogno”. 

Spada si è rivolto direttamente alla premier

Spada ri rivolge direttamente alla presidente del Consiglio. “Chiedo al presidente Meloni di promuovere un forte sforzo per far passare, a livello europeo, il principio per cui gli investimenti strategici per il Paese non siano sottoposti al Patto di Stabilità. Mi riferisco, per esempio, al caso della sanità, uno dei molteplici settori in cui i nostri territori rappresentano un’eccellenza del modello di collaborazione tra pubblico e privato. La Lombardia, con oltre 210 milioni di euro di finanziamenti, è la prima regione in Italia per contributo dell’Unione Europea alla ricerca sulle scienze della vita. Una filiera che genera 27 miliardi di valore aggiunto l’anno e che, comprensiva di indotto, pesa per il 13% del PIL regionale. Tutti investimenti che nella filiera della salute generano crescita, benessere, coesione sociale, ricerca, innovazione, tech transfer e nuova industria, per il territorio, per il Paese, per l’Europa e che, di conseguenza, non dovrebbero essere sottoposti al Patto”.

Quest’anno Assolombarda ha scelto come location della sua assemblea generale un luogo simbolo dell’industria manifatturiera lombarda. Il Camozzi Research Center, l’hub tecnologico del gruppo a Milano ni via Rubattino. Spada parla davanti alla presidente del Consiglio, ma anche al commissario europeo per il Mercato interno Thierry Breton, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e le altre autorità presenti “Noi siamo nel cuore dell’Europa e il cuore dell’Europa – scandisce il presidente di Assolombarda – Rivendichiamo con orgoglio il nostro modello manifatturiero. Il valore della nostra industria: 163 miliardi di export e un monte salari di 28 miliardi. L’economia italiana è cresciuta di più di quella mondiale nel suo complesso: un nuovo piccolo «miracolo economico» grazie alla nostra manifattura.Serve rafforzare l’Unione Europea per affrontare annuvolamento scenario mondiale”. Per questo motivo, il numero uno degli industriali milanesi chiede di “Svincolare gli investimenti strategici per il Paese dal Patto di Stabilità”.

Perché “Occorre una politica industriale europea in risposta ai piani di USA e Cina”. Sulla transazione ecologica che “il costo non ricada sulle imprese, serve fondo sovrano comunitario basato sulla emissione di Eurobond” Sul Pnnr, parla di “impostazione da rivedere per non perdere progetti virtuosi come la ‘Casa degli ITS’ a Milano”. Suggerisce di “Trasformare le risorse inutilizzate in crediti d’imposta alle imprese”. Costruire una “politica industriale comunitaria per scongiurare de-industrializzazione manifattura”. Elenca cinque priorità per la competitività secondo Assolombarda. “Energia, innovazione, lavoro, infrastrutture e governance territoriale”. Chiede al governo di puntare sul nucleare pulito e sicuro di ultima generazione. Rafforzare Industria 4.0, ripristinare Patent Box e presentare Strategia Nazionale per Idrogeno. Agire con taglio strutturale del cuneo fiscale e ‘flat tax’ per i giovani. Terminare Pedemontana e ampliare Malpensa. Completare la riforma di Città Metropolitana e dare il via all’autonomia regionale differenziata. Parlando del distretto industriale milanese, Spada ricorda che “Noi siamo, per natura geografica, nel cuore dell’Europa e, per capacità industriale e ruolo progettuale, il cuore dell’Europa.

Storicamente qui, nel territorio della Grande Milano, è sempre stato collocato il baricentro strategico dell’economia italiana, al crocevia d’Europa. Permettetemi, quindi, di rendere giustizia a ciò che la nostra industria rappresenta: un modello manifatturiero vincente, per qualità, innovazione, visione, espressione profonda del made in Italy in Europa e nel mondo”. Sottolinea che “La scelta di tenere qui la nostra Assemblea annuale ha un valore altamente simbolico: metafora di rinascita industriale. Questo luogo racchiude, infatti, una parte importante della storia dell’industria italiana con i successi legati alla Lambretta e alla Mini. Dopo un susseguirsi di crisi che potevano rappresentare il triste epilogo per questa realtà, oggi grazie al coraggio e alla visione di Camozzi possiamo invece ammirare tecnologie d’eccellenza come la stampante 3D, tra le più grandi al mondo. Il Camozzi Research Center, centro di ricerca e sviluppo del Gruppo e hub tecnologico avanzato, anche in sinergia con l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Politecnico di Milano contribuisce all’innovazione della manifattura secondo modelli avanzati di Industry 5.0. Ma questo luogo è anche racconto di rigenerazione del territorio perché nell’area ex Innocenti sorgeranno i laboratori artigianali del Teatro alla Scala con la sua Magnifica Fabbrica”.

Ecco perché il presidente di Assolombarda rivendica il ruolo della manifattura milanese. “La nostra industria manifatturiera possiede migliaia di campioni che operano con successo a livello internazionale in segmenti altamente specializzati della nostra manifattura. Secondo i dati di una ricerca inedita svolta da Fondazione Edison, quasi l’80% dell’export manifatturiero italiano viene realizzato da imprese medie, medio-grandi e grandi con un numero di occupati che va da 50 a un massimo di 4.999 addetti. Queste imprese sono in totale 9 mila. A queste si aggiungono altre 27mila piccole imprese con un numero di addetti che va da 10 a 49, che coprono un restante 13%. Le imprese con più di 5mila addetti, invece, sono 13 e pesano per meno del 7% dell’export. Il nostro Paese, insomma, non è né penalizzato dalla mancanza di grandi gruppi industriali, né tanto meno schiacciato su imprese di piccole dimensioni. È proprio la taglia delle nostre imprese, infatti, che ci permette di essere leader a livello internazionale in quei segmenti produttivi in cui qualità, innovazione e flessibilità costituiscono fattori competitivi. Dobbiamo essere profondamente orgogliosi del nostro modello manifatturiero, spesso accusato ingiustamente di fare pochi investimenti, di essere poco tecnologico, di non essere sufficientemente competitivo e di essere, perciò, inadatto a competere nella sempre più dura arena del mercato globale. Niente di più lontano dalla realtà”.

Il leader di Assolombarda rivendica che “Il nostro Paese è la seconda manifattura d’Europa. Siamo quinti al mondo per il più elevato surplus commerciale con l’estero (esclusa l’energia) e lo siamo anche grazie al contributo decisivo dei nostri territori che insieme costituiscono una delle più grandi regioni manifatturiere d’Europa, la prima in assoluto per numero di unità locali manifatturiere. Basti pensare che l’export della Lombardia nel 2022 è stato di 163 miliardi di euro. Uno dei più importanti d’Europa, pari a oltre due volte quello della Finlandia o del Portogallo. Un export dove proprio le imprese di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia sono autentiche protagoniste. E ancora, il monte salari generato dalla manifattura lombarda è pari a 28 miliardi di euro, cioè oltre 1/4 di quello dell’intera industria manifatturiera italiana. Nettamente superiore a quello delle manifatture di intere nazioni come la Svezia, il Belgio o la Danimarca. Questo territorio ha la forza di uno Stato intero: la politica ha la responsabilità di esserne pienamente consapevole. È da qui, infatti, che passa e si costruisce il futuro e la forza dell’economia. È da qui che si costruisce la politica industriale nazionale ed europea”. Tiene a precisare che “La pandemia prima, il conflitto Russia-Ucraina poi, unitamente al caro energia e all’emergenza materie prime e semilavorati, sono stati i fattori che hanno determinato un clima di forte incertezza con cui l’Europa e l’Italia hanno dovuto fare i conti.

Un contesto che ha messo a dura prova la tenuta delle imprese che, nonostante tutto, hanno fatto uno sforzo immenso per salvaguardare la loro attività e vincere le sfide sui mercati internazionali. L’industria manifatturiera del nostro Paese, dopo aver contribuito con una crescita del 14,1% del suo valore aggiunto alla ripresa economica del 2021, nel 2022 è aumentata ancora dello 0,3%. A questo si aggiunge la crescita del PIL dello 0,6% nel primo trimestre di quest’anno: più di Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e anche degli Stati Uniti. E ancora nel 2022 l’export manifatturiero ha segnato il record di 594 miliardi di euro su un totale di 625 miliardi. Per Spada, dunque, serve rafforzare l’Unione Europea per affrontare annuvolamento scenario mondiale “Ci troviamo però dinnanzi a tempi di grandi incertezze, sia di breve sia di lungo periodo con un serio annuvolamento dello scenario europeo e mondiale. C’è da chiedersi dove ci porterà una politica monetaria di rialzi dei tassi di interesse da parte della BCE così forte e concentrata nel tempo, mentre le nostre imprese stanno ancora scontando i rincari dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Ma l’attuale rallentamento della nostra produzione industriale dipende anche da cause interne all’Unione. Per non disperdere il patrimonio di progressi e di crescita che abbiamo accumulato negli ultimi anni, siamo consapevoli che serve rafforzare l’Unione Europea e dotarla di capacità autonome per promuovere beni pubblici europei.

Con la pandemia e la guerra abbiamo capito che i rischi devono essere socializzati, che nessun Paese europeo può essere sovrano da solo. In questo senso il varo del Next Generation EU, il SURE e il temporaneo allentamento del Patto di Stabilità hanno rappresentato un concreto cambio di passo rispetto ad un passato in cui i dogmatismi dei rigidi vincoli di bilancio e dell’austerità sembravano essere l’unica opzione possibile”. Purtroppo – secondo il presidente di Assolombarda “questo atteggiamento sembra già aver fatto il suo corso, forse anche per l’avvicinarsi della scadenza del mandato di questa Commissione Europea e per i connessi tatticismi elettorali. Mi riferisco, per esempio, alle nuove e molto dibattuto regole sui conti degli Stati. Infatti, una volta passata l’emergenza è corretto tornare a schemi di equilibrata finanza pubblica, ma per raggiungere una reale stabilità e soprattutto la crescita serve poter investire. E per investire, non puoi avere le mani legate”. Spada osserva che “I dati della Banca Mondiale mostrano che la produzione manifatturiera europea senza l’Italia sarebbe inferiore rispetto a quella americana di oltre 280 miliardi di dollari e senza la Francia lo sarebbe di 230 miliardi. Questo conferma che l’industria europea è una squadra fatta di tante manifatture nazionali profondamente connesse tra loro. Alla vigilia delle nuove importanti sfide per l’industria mondiale, l’Europa sembra però non avere ancora una precisa strategia unitaria, né sulle opzioni tecnologiche né sui futuri approvvigionamenti di materie prime.

Ci siamo smarcati dalla dipendenza dal gas russo, ora però si profila all’orizzonte la subordinazione della Cina per terre rare e le batterie elettriche, mentre gli Stati Uniti hanno stanziato enormi risorse (Inflation Reduction Act) per stimolare gli investimenti green, il reshoring e attrarre investimenti produttivi. In uno scenario in cui i due maggiori competitori mondiali stanno facendo di tutto e di più per proteggere e rafforzare i loro sistemi produttivi, l’Europa sembra non avere una politica industriale unitaria precisa. Inoltre, con i suoi ambiziosi obiettivi ambientali, sta forzatamente intaccando la competitività delle imprese manifatturiere europee”. Sulla transizione ecologica, il presidente di Assolombarda precisa che gli imprenditori “non intendono mettere in discussione gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Ma pensiamo sia del tutto irragionevole l’accelerazione ambientale impressa dalla Commissione Europea, che sta dimostrando di voler scaricare sulle imprese i costi della transizione ecologica”. Sul Pnrr Assolombarda si dice “consapevole di avere una responsabilità nei confronti di tutta l’Unione: se il debito comune europeo continuerà a essere emesso dipenderà soprattutto da noi. L’attuazione del PNRR è uno spartiacque: vanifica o, al contrario, concretizza le ambizioni dell’Europa che vogliamo. Conosciamo bene i problemi di impostazione, di tempi e di esecuzione materiale che il PNRR comporta”.

Per chiarire il punti di vista degli imprenditori di Assolombarda Spada cita un esempio “Come Assolombarda, insieme a Comune di Milano e Regione Lombardia, stiamo lavorando alla costruzione di una ‘Casa degli ITS’ che raccolga in un’unica sede tutti gli ITS operanti nel territorio. È un’operazione strategica perché la formazione tecnica garantisce una occupabilità di oltre l’80%. Bene: il PNRR ha tra i suoi obiettivi quelli di favorire la formazione tecnica per mezzo degli ITS, ma concede risorse solo per la riqualificazione degli edifici e non, come servirebbe nel nostro caso, per una nuova costruzione. È evidente che ci sia un problema di impostazione a monte del Piano che non segue la logica del buonsenso e della qualità dei progetti ma, al contrario, mette inutili paletti”. Il presidente di Assolombarda puntualizza che “Quando parliamo di PNRR ci riferiamo a una miriade di rivoli di spesa, secondo una cattiva abitudine italiana volta alla perenne ricerca del consenso politico sul territorio e di una moltitudine di stazioni appaltanti, tra cui anche tanti piccoli comuni senza organizzazione tecnica. Oggi spetta al Governo il compito di trovare una soluzione per rivedere il Piano da concordare con l’Europa. In tal senso, proponiamo che si trasformino le risorse che non riusciremo a scaricare a terra nello stesso strumento usato dall’IRA americano: i crediti d’imposta alle imprese. Di fatto è lo stesso modello alla base di Industria 4.0, l’unico vero piano di politica industriale degli ultimi anni che ci ha dato una svolta epocale in termini di competitività”. Quindi lancia un appello finale per costruire politica industriale comunitaria per scongiurare de-industrializzazione manifattura. “Il nostro futuro passa innegabilmente per la costruzione di una politica industriale comunitaria che negli ultimi decenni non c’è stata. A titolo di esempio, guardiamo all’energia. Diventa difficile giustificare la costruzione di una nuova fabbrica – per esempio – di batterie quando in Europa l’energia costa 5 volte di più rispetto a USA e Cina. Chiediamo al governo di sostenere la capacità delle nostre imprese che competono in Europa e nel mondo. Sul capitolo energia, se vogliamo raggiungere gli obiettivi di carbon neutrality al 2050, è necessario puntare sul nucleare pulito e sicuro di ultima generazione, in particolare gli Small Modular Reactor, l’unica fonte che assieme al gas naturale può assicurare al nostro sistema elettrico una base di energia costante”. Di “Agire in modo strutturale e con coraggio sul costo del lavoro che in Italia è tra i più alti a livello internazionale. Siamo al quinto posto dopo Belgio, Germania, Austria e Francia. È quindi fondamentale che, nella prossima Legge di Bilancio, vengano trovate le risorse per un intervento shock sul cuneo fiscale di 16 miliardi e per una “flat tax giovani” che ricalchi per gli under 35 neoassunti lo stesso identico modello applicato, oggi, ai professionisti e alle imprese individuali con ricavi non superiori a 85mila euro. Per noi queste misure sono ancora più urgenti se guardiamo al problema dell’inverno demografico, che nel 2070 brucerà un terzo del PIL”. Al centro della relazione del presidente di Assolombarda anche il tema delle infrastrutture la completare. Spada chiede infatti di terminare opere attese da anni come la Pedemontana e l’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa. “Completiamo una volta per tutte le infrastrutture strategiche che interessano il nostro territorio e che ci permettono di mantenere il ruolo di principale porta italiana da e verso i tradizionali partner dell’Europa occidentale. Le stesse che ci danno la prerogativa di essere crocevia verso l’Europa Continentale, il Mediterraneo e verso l’Est europeo. Dunque, terminiamo quanto prima il Terzo Valico dei Giovi, la Torino-Lione. Ma anche la Pedemontana e l’ampliamento di Malpensa, che da sola fa più del 65% del traffico cargo-aereo italiano”. Spada conclude il suo intervento con un invito a completare anche la riforma di Città Metropolitana e dare il via all’autonomia regionale differenziata. “Per permettere ai nostri territori di crescere ulteriormente, non possiamo non ragionare in ottica “metropolitana”. Senza tergiversare ancora serve portare a compimento una riforma che assicuri alla Milano allargata di essere, a tutto tondo, il “gate” economico d’Europa e del mondo. Per farlo servono fondi, l’elezione diretta del Sindaco e tempi certi. Nella stessa direzione, in una dimensione ancora più grande, il capitolo dell’autonomia regionale differenziata. Il nostro passo, nettamente più spedito, permetterà al Paese intero una corsa virtuosa e non il contrario”. Perché “L’Italia in cui crede Assolombarda e che vogliamo far crescere, sa riconoscere e valorizzare le sue imprese. Quel modello manifatturiero che è la punta di diamante della nostra economia, capace di portare il Paese nelle catene europee del valore. Capace di rendere competitiva l’Europa nel mondo. È la nostra manifattura avanzata che guarda sempre avanti puntando con determinazione al futuro attraverso nuove idee, nuove scoperte e innovazioni. Perché noi siamo «Nel cuore dell’Europa». Perché noi siamo il cuore dell’Europa”.

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