Atalanta-Roma 1-4, Abraham si scatena e trascina i giallorossi

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BERGAMO – E dunque anche la Roma è capace di battere una grande e di batterla alla grande, anche se viene il dubbio che, quando gioca in casa, l’Atalanta grande proprio non lo sia, visto che il bilancio al Gewiss Stadium è di tre vittorie, tre pareggi, tre sconfitte (più quella con il Villarreal che ha deciso la Champions): è questo il motivo per cui da oggi a Bergamo non si parlerà più di scudetto, a meno di un altro filotto di successi (erano sei di fila, prima di questo capitombolo). Mourinho ha vinto con la difesa e il contropiede, un difesa implacabile e dei contropiedi micidiali: quattro tiri e quattro gol, neanche un corner battuto ma una superiorità che si può definire “spirituale”, visto che con lo spirito di squadra che i giallorossi hanno (meritatamente) stravinto. A questo si sono aggiunti la qualità di Abraham e il talento risvegliato di Zaniolo, tornato al gol in serie A dopo 512 giorni. Gasperini si è attaccato al possibile 2-2 annullato alla moviola per fuorigioco di Palomino (“Vorrei che me lo spiegassero, e che mi convincessero: Palomino non ha toccato la palla”), ma non è per l’arbitro o per il var che la sua squadra ha perso. Però lui altre spiegazioni, oltre a quella, non ne ha date.

<<La cronaca della gara>>

La carambola di Abraham

La partita è stata un trionfo di anomalie fin dal primo istante, ciò dallo stranissimo gol di Abraham che ha aperto le danze: una furibonda percussione di Zaniolo (sarà la prima di una lunga serie) ha generato una serie di rimpalli in area atalantina, l’ultimo dei quali ha fatto schizzare la palla tra i piedi di Hateboer e quello dell’inglese, prima di impennarsi in un inverosimile pallonetto che ha scavalcato Musso. Dopo sette pali, la fortuna ha restituito qualcosa al centravanti giallorosso. L’episodio ha fomentato una partita all’arma bianca, senza respiro, un coacervo di splendidi duelli individuali ad elevatissimo tasso agonistico che ha comportato una battaglia metro su metro senza nessuna remora nei confronti del gioco duro. Irrati ha ammonito subito (De Roon per fallo su Zaniolo, Zaniolo per fallo su Djimsiti nei primi 5’) ma poi ha lasciato fare. Forse anche troppo.

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Il predominio di Smalling e compagni

La partita è stata furente. La Roma ha sfoderato un carattere sopra le righe. Mourinho ha accettato la sfida uomo contro uomo dei suoi tre difensori contro i tre attaccanti di Gasperini e l’ha vinta perché Smalling ha contenuto Zapata ma soprattutto perché Mancini e Ibañez hanno sovrastato Pasalic e Ilicic. I giallorossi l’uomo in più l’hanno sfruttato a metà campo, riuscendo a trasformare in fretta il recupero della palla in immediati contropiedi: molti non sono riusciti per dei difetti di precisione (specie da parte di Mkhitaryan e di Abraham, però molto combattivo pure lui), ma ne è bastato uno, splendido, per piazzare lo 0-2 grazie a un triangolo tra Zaniolo e Veretout, che ha ricevuto di tacco (che delizia) dal compagno e poi ne ha armato il sinistro implacabile che ha battuto Musso sul primo palo.

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Gasp cambia modulo e Muriel accende le speranze

Con gli attaccanti bloccati, l’Atalanta è stata pericolosa soltanto con i difensori, impegnando Rui Patricio con un destro a giro di Dijmsiti al 20’ e con un tentativo sotto misura di Toloi al 30’, poco prima che Gasperini decidesse di rivoluzionare il suo modulo immutabile togliendo un difensore (proprio Dijmsiti) e aggiungendo Muriel per passare a uno spregiudicato 4-2-3-1. A quel punto i duelli individuali sono diventati una guerra di posizione, senza che però la sostanza cambiasse, tant’è che il gol che ridato speranze all’Atalanta è stato tutto sommato un episodio fuori contesto, visto che il destro dal limite di Muriel nei minuti di recupero sarebbe stato innocuo senza la decisiva deviazione di Cristante.

Il giallo del 2-2 annullato

Dopo l’intervallo Gasp ha aggiunto prima Malinovskyi e poi Miranchuk, ma senza cambiare la sostanza delle cose. La Roma si è arroccata e non ha ceduto un centimetro. E tutto sommato non ha sofferto più di tanto, se non per una punizione di Malinovskyi che Rui Patricio ha tolto da sotto la traversa. Lo snodo della gara è stato a metà ripresa, quando l’Atalanta era arrivata al 2-2 con un nuovo autogol di Cristante, questa volta dopo una deviazione di spalla di Zapata: il pareggio è stato però annullato alla moviola per la posizione irregolare di Palomino, che si trovava proprio alle spalle del giallorosso (secondo il var, l’ultimo tocco sarebbe stato dell’atalantino).

Gli assist di Veretout per i gol inglesi

A quel punto la partita ha vissuto la sua ultima svolta, nuovamente pro Roma, che ha ritrovato il contropiede che avevo perso dalla mezzora in poi e dopo l’uscita dell’esausto Zaniolo (è stato lui a chiedere il cambio) ha dilagato grazie ad altri due assist di Veretout, che prima ha battuto la punizione per il 3-1 di Smalling e poi ha invitato Abraham alla sua prima doppietta in serie A, segnata a capo di una perfetta azione filante condotta da Karsdorp e Shomurodov. La curva atalantina, attonita, si è rassegnata all’ennesimo scivolone casalingo, mentre quella giallorossa (dalla quale, nel primo tempo, era partito qualche sparuto buuh verso Zapata) ha fatto festa assieme alla squadra nel pomeriggio più eccitante da quando è arrivato Mourinho.

Roma batte Atalanta 4-1 (2-1)
ATALANTA (3-4-3):
Musso, Toloi, Palomino, Djimsiti (34′ pt Muriel), Hateboer (33′ st Zappacosta), De Roon, Freuler, Pezzella (33′ st Maehle), Ilicic (1′ st Malinovskyi), Zapata, Pasalic (19′ st Miranchuk). (31 Rossi, 57 Sportiello, 28 Demiral, 66 Lovato, 7 Koopmeiners, 32 Pessina, 99 Piccoli).
All.: Gasperini.
ROMA (3-5-2): Rui Patricio, G. Mancini, Smalling, Ibanez, Karsdorp, Veretout (46′ st Kumbulla), Cristante, Mkhitaryan (44′ st Calafiori), Vina, Zaniolo (25′ st Shomurodov), Abraham (46′ st Bove). (63 Boer, 87 Fuzato, 8 Villar, 42 Diawara, 55 Darboe, 59 Zalewski, 11 Carles Perez, 21 Mayoral). All.: Mourinho.
Arbitro: Irrati di Pistoia.
Reti: nel pt 1′ Abraham, 27′ Zaniolo, 46′ Muriel; nel st 27′ Smalling, 37′ Abraham.
Angoli: 10-0 per l’Atalanta.
Recupero: 3′ e  3′.
Ammoniti: De Roon, Zaniolo, Ibanez e Mancini per gioco falloso.
Spettatori:  14.469 paganti per un incasso di  349.282,86 euro.

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