Aumenta la circolazione del virus e l’Rt sale a 1,24. Crescono (poco) i ricoveri

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Sale ancora l’Rt, l’indice che misura l’andamento dei contagi. La Cabina di regia del ministero alla Salute e dell’Istituto superiore di sanità lo calcola a 1,24, contro 1,12 della scorsa settimana. L’incidenza invece è in lieve calo, visto che è passata da 848 casi settimanali per 100mila abitanti a 836. La differenza tra i due dati non deve stupire. Il primo infatti è riferito a dieci giorni fa, mentre il secondo è stato calcolato con i dati fino a ieri. Probabilmente quindi la prossima settimana l’Rt sarà un po’ più basso. E del resto la curva epidemica in questi giorni cresce di poco.

“Il tasso di occupazione in terapia intensiva rilevato al 31 marzo è al 4,7% – scrivono gli esperti – contro il 4,5% del 24 marzo. Quello di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 15,2% contro il 13,9%”. C’è un leggero rialzo quindi dei ricoveri. Va ricordato che da oggi non esistono più le zone colore per classificare le Regioni, che comunque avrebbero tutte numeri da zona bianca.

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“Quattro Regioni sono classificate a rischio “Alto” a causa di molteplici allerte di resilienza. Altre 12 sono classificate a rischio “Moderato”, di cui una ad alta probabilità di progressione a rischio alto e le restanti Regioni sono classificate a rischio “Basso””, spiegano ancora dalla cabina di regia.

La percentuale dei casi rilevati attraverso il tracciamento dei contatti, che registra la capacità del sistema sanitario di controllare l’evoluzione dell’epidemia è in lieve diminuzione (14% vs 15% la scorsa settimana). “Stabile al 37% la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi, come anche la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening: 49%”.

Oggi i dati della Cabina di regia, per la prima volta, non saranno valutati dal Cts, che è stato sciolto con la fine dello stato di emergenza.

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E’ l’Umbria la regione con l’incidenza più alta, 1.314, seguita dalla Puglia con 1.281 e dall’Abruzzo con 1.167 rispetto al valore medio nazionale di 836 casi ogni 100 mila abitanti. Il valore più basso con 345 in Valle d’Aosta. Per l’area medica è sempre l’Umbria con il valore più alto di occupazione dei posti letto con 34,6%, seguita dalla Calabria 34,3% e la Basilicata rispetto al 15,2 di valore nazionale. Per le terapie intensive la Sardegna è al 10,3%, la Calabria a 10,1% e l’Abruzzo a 8,8% con un valore medio nazionale di 4,7%. Sono i dati al 31/3 della tabella sui valori decisionali.

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