Auto, a ottobre inversione di tendenza per il mercato europeo: +14,1% per le immatricolazioni

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In Europa il mercato auto si rafforza ancora dopo il periodo orribile legato al Covid e alla crisi dei chip e delle catene di forniture. E tra gli esperti, con il terzo dato positivo dopo dodici negativi, si inizia a parlare di inversione di tendenza duratura. Le nuove immatricolazioni di autovetture continuano il loro trend di crescita segnando un aumento del 14,1%  nell’area Ue (più Uk e paesi Efta), con 910.753 unità vendute. I dati sono dell’Acea con il suo bollettino mensile. Tutti i mercati chiave hanno contribuito positivamente alla crescita, con tre Paesi su quattro che hanno registrato guadagni a doppia cifra: Germania (+16,8%), Italia (+14,6%) e Spagna (+11,7%). Più modesto l’aumento registrato in Francia (+5,5%).

Se si prendono i primi dieci mesi del 2022 le immatricolazioni di auto nuove in Unione Europea (più Uk e paesi Efta) sono sono ancora negative (-7,8%) a 9.181.660 unità vendute “poichè i recenti miglioramenti non sono stati sufficienti a compensare le perdite accumulate da gennaio a luglio di quest’anno”, dice Acea Tra i quattro maggiori mercati della regione, l’Italia ha registrato il calo più marcato (-13,8%), seguita da Francia (-10,3%), Spagna (-5,8%) e Germania (-5,5%). A ottobre le immatricolazioni del gruppo Stellantis secondo Acea nel mercato dell’Europa occidentale (Ue+Efta+Uk) sono calate dell’1,8% a 163.012 unità. Da inizio anno le immatricolazioni sono state 1.728.623. La quota di mercato è diminuita dal 20,4% al 18,8%.

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Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor di Bologna, si “può ormai parlare di inversione di tendenza e di estensione di questo nuovo trend a tutti i mercati dell’Europa Occidentale”. Ragioni? “Una maggiore disponibilità di auto nuove derivante dall’attenuarsi delle difficoltà delle case automobilistiche nel reperire componenti essenziali, ed in particolari microchip”, sottolinea Quagliano. Se si paragonano i dati al 2019, prima della pandemia, le performace sono ancora molto diverse e la perdita, nei primi dieci mesi, è del 31,1%.

A trainare le vendite non sono tanto i privati, ma le società di noleggio a lungo termine e le flotte aziendali. Nei principali mercati dell’area crescono le immatricolazioni di auto elettriche, ma in controtendenza rimane il mercato italiano in cui, nei primi dieci mesi dell’anno, “le immatricolazioni di auto elettriche hanno subito un calo del 26,8% con una riduzione della quota sul totale delle immatricolazioni dal 4,2% del gennaio-ottobre 2021 al 3,6% dello stesso periodo del 2022”, registra il Csp. Nei principali Paesi europei le immatricolazioni di auto elettriche hanno già una quota a due cifre (a fine settembre: 14,6% in Germania, 14,5% nel Regno Unito e 12,7% in Francia). “Le cause del ritardo dell’Italia sull’elettrico non paiono però essere attribuibili ad una minor propensione degli automobilisti italiani verso questa soluzione ecologica quanto essenzialmente alla carenza di punti di ricarica”, commentano da Bologna.

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