Barilla, qualcosa bolle in pentola: l’azienda della pasta rinnova il logo

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MILANO – Qualcosa di nuovo bolle in pentola alla Barilla, qualcosa che salta all’occhio: l’azienda della pasta, nome noto in tutto il mondo, ha rinnovato il suo biglietto da visita. Il logo della società emiliana si è fatto più intenso: l’ovale inaugurato negli anni Cinquanta ha perso l’ombreggiatura bianca, il tono di rosso è diventato più scuro così come il blu dello sfondo rispetto al recente azzurro. In alto, è apparso l’anno di fondazione della società: “Dal 1877”.

Sul profilo twitter è apparso l’annuncio, con il suggerimento che si tratta solo dell’inizio.

In un tweet di qualche settimana fa, che raffigura una confezione di ziti, si può invece vedere ancora il vecchio logo per apprezzarne le differenze:

Dall’azienda per il momento non si aggiunge nulla alla nuova identità visiva. Filtra solo che sarà oggetto di una presentazione ufficiale, nei prossimi giorni, insieme a una nuova linea di pasta trafilata al bronzo.

Con una storia così lunga, il logo Barilla ha attraversato diverse revisioni. Ecco come ha attraversato gli anni, nel racconto sul sito archiviostorico.barilla.com:

Il portale spiega che “il primo “logo” appare solamente nel 1910. La produzione e lo smercio dei prodotti Barilla si sono considerevolmente sviluppati e in quell’anno viene inaugurata fuori le mura del centro storico di Parma una vera e propria fabbrica per la produzione di paste alimentari, con una potenzialità produttiva di 80 quintali giornalieri. Non a caso, è proprio in questo momento importante della storia aziendale che Barilla sente il bisogno di dotarsi di un elemento figurativo che simbolizzi la propria identità. La raffigurazione utilizza uno stile tipico delle illustrazioni che cominciano proprio in quegli anni a diffondersi sulle riviste della nascente industria culturale italiana (Domenica del Corriere, Illustrazione Italiana)“.

La svolta ovale arriva negli anni Cinquanta: “Nel 1952, l’azienda incarica Ernesto Carboni, grafico e architetto parmense fortemente legato alla cultura figurativa del Post-cubismo francese, di ripensare integralmente il logo Barilla. Anche se più volte rimaneggiata, è l’intuizione iniziale di Carboni che resta al centro del dispositivo visivo del logo attuale”. In Carboni, l’uovo riemerge nella forma che lo ricorda “in modo ellittico e molto stilizzato, nel gioco tra fondo bianco e macchia di rosso”. L’uovo si è via via “stirato” e l’ultimo restyling risaliva a vent’anni fa.

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