“Bellanova costringe l’Italia alla resa”. Senaldi e la sanatoria dei migranti: vergogna politica sulla nostra pelle

Libero Quotidiano News

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07 maggio 2020

Siamo alle comiche, e purtroppo difficilmente saranno quelle finali. La ministra dell’ Agricoltura Teresa Bellanova, quinta colonna di Renzi nel governo, ha minacciato le dimissioni se all’ interno del decreto sull’ economia non sarà inserita la regolarizzazione di 600mila clandestini, da trasformare entro un anno in cittadini italiani. Alla sanatoria si oppone M5S, che vede nei profughi dei potenziali concorrenti ai percettori di reddito di cittadinanza, zoccolo duro dei grillini. Crimi e soci vogliono evitare la guerra tra disperati del Meridione e nullatenenti del Sud del mondo.Dell’ insensatezza del progetto di Italia Viva si è detto più volte. La ministra prende a pretesto la carenza di raccoglitori di pomodori nel Mezzogiorno durante la stagione estiva per cambiare la demografia del Paese, facendo diventare italiani in un colpo un numero di africani superiore agli attuali abitanti della Basilicata. La signora medita uno stravolgimento epocale per risolvere un disagio contingente, un po’ se come chi ha il problema di spostarsi da Milano a Roma si comprasse un treno anziché un biglietto. Lei giura che il dentro tutti risolverebbe il dramma dello sfruttamento della manodopera al Sud, anche se esso è un guaio atavico, che precede di oltre cent’ anni la comparsa degli extracomunitari.

Irremovibile e rocciosa ancora più di quanto non lasci intravvedere, la Bellanova ha messo la propria testa sul piatto ed è qui che la vicenda si fa interessante. Se la portavoce renziana in consiglio dei ministri mollasse, il governo in teoria potrebbe cadere, cosa che nei fatti nessuno nella maggioranza vuole. Siamo alla guerra di nervi, ma è una roulette russa con le pistole caricate a salve. Renzi non riesce a far salire nei consensi la propria creatura e si è convinto che l’ unico modo per farlo sia occupare la scena, anche perché in disparte proprio non riesce a stare. Matteo dunque pompa la Bellanova; ma se la ministra si dimettesse, la sostituirebbe in due minuti piuttosto che far cadere il governo su un tema impopolare e di sinistra come la sanatoria dei clandestini.MINACCE FINTE Per i grillini sarebbe l’ occasione per tenere duro e andare a vedere il punto. Solo che ormai M5S è fragile e qualsiasi scaramuccia può diventare mortale. Il problema di M5S è non passare come il partito dei profughi, cosa che causerebbe nuovi travasi di consensi verso Lega o Fdi. Scampato il pericolo, sia fatto dell’ Italia quel che si vuole, purché il governo regga.Il punto di caduta dello scontro sarà probabilmente quello già individuato dalla ministra dell’ Interno, Luciana Lamorgese: 2-300mila regolarizzazioni e tutti sopravvissero felici e contenti. Italia Viva avrà ottenuto la sanatoria, e c’ è da chiedersi dove Renzi, seguitando a fare concorrenza al Pd da sinistra, immagini di prendere i consensi persi, mentre i grillini in cambio avranno il reddito d’ emergenza, mancia elargita a chi non ha reddito ma ha preferito lasciare che al suo posto sui campi ci andassero gli extracomunitari.La trasformazione in cittadini di chi è entrato in Italia violando le leggi è la conferma che resteremo sempre un Paese levantino, dove la disonestà fa premio sulla correttezza e chi aggiusta le regole a proprio comodo se la passa meglio di chi le rispetta alla maniera teutonica. D’ altronde l’ esempio arriva dal governo, che usa mezzucci e trucchi per far digerire agli italiani qualsiasi fesseria.Inserire la sanatoria nel decreto che dovrebbe far ripartire economicamente il Paese è una truffa; peggio, una resa. Siccome gli italiani non vogliono più lavorare nei campi, li si paga per restare a casa spendendo soldi che non abbiamo e togliendo agli imprenditori quei pochi che ci sarebbero. La Bellanova afferma che anche per raccogliere pomodori ci vuole professionalità, ma non risulta che i clandestini abbiano spedito curriculum al suo ufficio o che la sua legge preveda una selezione qualitativa d’ ingresso. L’ Italia non si salva con sussidi e sanatorie ma con aiuti e incentivi alle imprese. Non ci aspettiamo che M5S e sinistra lo capiscano, però Renzi e i suoi pesi massimi potrebbero arrivarci.

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