Berlinguer ti vogliamo bene: cercasi comparse per un film sul leader Pci

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Un messaggio su WhatsApp, è una cara amica che scrive: «Cercano comparse per un film su Enrico Berlinguer. Il regista vuole persone che abbiano una particolare esperienza / passione, sensibilità politica. Assemblee, riunioni, manifestazioni ecc. Interessa?». Berlinguer? Sì, certo che interessa. E, grazie al passaparola, ai messaggi di amica in amica, di “compagno” in “compagno”, nelle ultime settimane diversi quartieri di Roma hanno ospitato piccoli, straordinari amarcord.  A caccia delle facce giuste, ma anche di storie personali “in tono”, la produzione del film senza fare rumore ha raccolto intorno a sé vecchi comunisti pieni di nostalgia e universitari impegnati, femministe diversamente giovani, piddini resistenti, liceali alle prese con la maturità. Tutti a offrirsi di partecipare, tutti a disposizione, e nessuno a chiedere «quanto pagano?» (ma, naturalmente, chi verrà preso sarà regolarmente ricompensato). A firmare il film , il regista e sceneggiatore Andrea Segre, già autore di premiati documentari (l’ultimo è Molecole, 2020), mentre a interpretare Berlinguer sarà Elio Germano. Uscirà presumibilmente nel 2024, cioè quarant’anni dopo la morte del segretario comunista: era l’11 giugno del 1984.

«Ho fatto politica. nel Fuan!»

All’appuntamento del 20 giugno – uno tra i tanti organizzati in città – le aspiranti comparse si sono radunate nel teatro Apollo 11, zona stazione Termini. È un altro regista, Andrea Bevilacqua, a spiegare tutto a tutti, anche ai ritardatari, con santa pazienza: dài, raccontatemi chi siete e perché siete venuti fin qui. Fa ridere la platea quando racconta dell’autocandidatura di un tale: «Gli chiedo: hai mai fatto politica? E quello: come no, da ragazzo, nel Fuan, poi in Alleanza nazionale… Stavo per dirgli “non vai mica bene”, ma poi mi sono fermato. In fondo perché no, vedremo».   Da una poltroncina in prima fila salta su il signor Desiderio Baldari Zambini, 72 anni: «Attento che arriva anche Sansonetti!», cioè il direttore della “nuova Unità”, che tutti sanno essere una gran patacca. Il signor Desiderio è stato segretario della sezione Pci del quartiere Salario, dal 1979 al 1983. «Sono stato nel Partito per 25 anni, fino al suo scioglimento. Poi nel Pd, finché non è arrivato Renzi, però adesso ho ripreso la tessera». Come tutti i presenti più anziani, ha un ricordo vivido dei funerali del segretario comunista, che si tennero a Roma, con un milione e mezzo di persone in tre immensi cortei: «Ero nel servizio d’ordine e mi toccò occuparmi della delegazione socialista, che si prese un sacco di fischi dai compagni». Dice che erano «anni di vigore, ci mettevamo l’anima». E perché oggi è qui? «Per rendere omaggio a Enrico». 

Il regista Andrea Bevilacqua con le aspiranti comparse del film su Berlinguer. A firmare regia e sceneggiatura è Andrea Segre

Non ci si conosce, ma ci si ri-conosce subito. Tu che cosa fai? E prima? Ero all’Unità. Veramente? Me li ricordo i titoli a caratteri cubitali di quei giorni del funerali, TUTTI e ADDIO… Com’è cambiata Roma in questi anni. Mica era piena di manifesti e di scritte come oggi… Secondo te gireranno anche a Botteghe Oscure? Ma non c’è più niente di quel tempo… E il Guttuso che era all’entrata che fine avrà fatto? E il busto di Gramsci? In posa per le foto, tenendo fra le mani un foglio con nome cognome e numero di telefono, non si smette di parlare. Giovani e anziani, ciascuno a suo modo, tutti hanno un qualche impegno nella polis: Antonella Prisco e le sue amiche si danno da fare in un Gruppo di acquisto solidale; il giovane Gabriele Spaccini è in Save the Children. I liceali fanno attività nella Rete degli studenti medi (di sinistra, chiaro). Si può provare nostalgia, a 18 anni, per qualcosa che non si è vissuto? Camilla Marconi, che sta sostenendo gli esami di maturità, è sicura di sì. «Mio nonno era segretario di sezione. Quando ero in prima elementare mi leggeva il Capitale di Marx». Ossignore. «In effetti non ci capivo niente, però mi piaceva ascoltare. Poi da grande l’ho ripreso in mano, senza finirlo».

I figli di Berlinguer: “Nostro padre non è un brand. L’Unità di Sansonetti lo lasci in pace”

Berlinguer è un mito che si tramanda oralmente, attraverso i racconti delle generazioni. Camilla ha negli occhi la commozione del nonno che le raccontava di essere stato in prima fila ai funerali: «Quella cosa lì, l’intensità con la quale lui e anche mio padre hanno vissuto la politica, oggi è impensabile». Eppure sembrate tutti molto impegnati: «Sì, ma non credo che mai nessun militante parlerà di Letta o di Zingaretti con le lacrime agli occhi». Anche per Giulia Mingozzi, 19 anni, studentessa di Scienze politiche e coordinatrice romana della Rete, il Pci è una leggenda: «Quando mi hanno telefonato dicendo “faresti la comparsa in un film su Berlinguer?” ho risposto: presente!». Sceglie con cura le parole: «È una nostalgia paradossale il sentimento di lutto, e di invidia, che provo per i valori di quel pezzo di storia».

Giugno è il mese dei funerali

Nell’aria c’è lo sdegno per gli onori riservati a Silvio Berlusconi. Samuele Lucidi, 23 anni, Normalista, definisce «osceno» il lutto nazionale voluto dal governo. È iscritto all’Udu, l’Unione degli studenti universitari (vicina alla Cgil), ed è colpito dalle coincidenze – Berlinguer che muore l’11 giugno, Berlusconi il 12 – e soprattutto dalle differenze: «Berlusconi è l’uomo della videopolitica, mentre Berlinguer era timido, forse triste. Due persone e due Italie agli opposti». Un altro nonno è tratteggiato da Damiano Moscardini, 24 anni: «Uscì dal Pci in polemica proprio con Berlinguer. Non aveva accettato la critica all’Unione Sovietica. Ma poi si è quasi pentito di averlo attaccato. Ha 90 anni, stasera gli dico del film». Lo studente Federico Fiorilli, 24 anni, vorrebbe diventare un attore; è già apparso in M. Il figlio del secolo: «Bellissima esperienza, ma facevo la camicia nera. Spero di potermi redimere!». Nessuno nota, nel gran parlottio, che tra i ragazzi non ci sono operai, o rider, o baristi. Berlinguer saprebbe spiegare perché e forse farebbe un comizio.

Sul Venerdì del 30 giugno 2023

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