Berlusconi il 31 dicembre lascia Palazzo Grazioli ma il Covid blocca il trasloco nella Villa Zeffirelli

Berlusconi il 31 dicembre lascia Palazzo Grazioli, ma il Covid blocca il trasloco nella Villa Zeffirelli

La Republica News
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Il 31 dicembre Silvio Berlusconi lascia Palazzo Grazioli, il palazzo romano che lo ha ospitato dal 1996 e si trasferisce nella villa Zeffirelli, sull’Appia Antica. La casa dove ha passato gli ultimi anni della sua vita il regista fiorentino, acquistata nel 2001 dal Cavaliere per oltre 3 milioni 375 mila euro nel 2001 e poi prestata in comodato d’uso gratuito a Zeffirelli, suo amico ed ex parlamentare forzista, scomparso nel giugno dello scorso anno.
Un trasloco reale e uno simbolico che chiude un’epoca con gli scatoloni diretti verso la campagna romana, lontani dai palazzi del potere occupati dal Cavaliere, ma mai amati. Al punto che, fra critiche feroci, quella casa divenne sede di vertici politici, riunioni fra ministri, teatro di incontri con leader e capi di Stato stranieri. Con un passaggio a tavola, dove gli ospiti potevano assaggiare il menu tricolore preparato da Michele Persechini, lo chef personale del Cavaliere.
Intorno a quelle tavole imbandite si sono prese decisioni importanti, premiate o affossate carriere politiche, fatte scelte di governo e di potere. Sotto l’occhio attento e vigile di Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, inquilini del palazzo con ufficio e staff. Da quelle stanze negli anni sfolgoranti si producevano ogni mattino quelle veline che davano il segno e l’indirizzo alla vita politica e l’informazione, operava quella che il quotidiano Repubblica ribattezzo “Struttura Delta”.  
Stanze silenziose e ovattate al secondo piano. Nulla a che vedere però con i piani alti e con il panorama che si poteva godere dalla sede di Alleanza democratica, formazione politica dei primi anni Novanta, leader Ferdinando Adornato, collocata nel centrosinistra. Meglio la quiete dei piani più bassi. E dell’emiciclo, riproduzione in scala di un’aula parlamentare, dove si riunivano deputati e senatori per ascoltare il capo. E talvolta venivano ammessi infreddoliti giornalisti il cui compito giornaliero era “marcare” i due ingressi di Palazzo Grazioli.
Soprattutto quello principale, di fronte alla fermata dell’Atac, Fra parentesi, della storia di quegli anni resterà anche la polemica scoppiata quando il Cavaliere riuscì a fare spostare lo spazio dedicato agli autobus e a loro passeggeri. Era davanti a quel cancello che ospiti nobili e meno nobili, dopo gli incontri dispensavano al popolo italiano il pensiero del Cavaliere.

Berlusconi dà l’addio a Palazzo Grazioli per la villa di Zeffirelli sull’Appia
di CARMELO LOPAPA 29 Giugno 2020

Il 31 però si chiude. E i traslochi spesso fanno male. I bene informati raccontano anche dell’amara sorpresa di Berlusconi, passato da Roma, di andare in ufficio e non trovare più la postazione di lavoro con computer e sedie portate via da un giorno all’altro proprio. Proprio quando il leader forzista era ricoverato al San Raffaele per Covid.
Berlusconi oggi va via per motivi economici. Ma non solo. Il Cavaliere è ricco, ma non ama sprecare il denaro. E dunque gli oltre mille metri quadrati al primo piano nobile del cinquecentesco edificio appartenente alla famiglia Grazioli che gli costavano quasi 40mila euro al mese d’affitto, visto anche la perdita di peso politico suo e di Forza Italia erano veramente troppi.
Chiusi anche gli uffici al piano terra, quelli che affacciano sul via della Gatta, con alcuni dipendenti a rischio licenziamento o trasferimento a Bruxelles, dove Berlusconi siede nel Parlamento europeo, Resta aperta la sede nazionale di Forza Italia in via in Lucina, partita in grande spolvero, poi chiusa e ora riaperta in formato ridotto. Tutta colpa dell’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti.
Berlusconi ha quindi una nuova casa romana. Ma non è chiaro se ci andrà mai ad abitare. Tutto dipende dal Covid, dagli sviluppi della situazione politica e dai lavori di ristrutturazione che sono ancora da completare. I conoscitori delle cose berlusconiane raccontano che, in ogni caso, la villa sull’Appia antica sarà utilizzata come una casa privata. E quindi non si dovrebbero vedere deputati e senatori in pellegrinaggio, ras locali in cerca di benedizione, questuanti di ogni tipo. E niente assembramenti di giornalisti e telecamere.
In via del Plebiscito restano i ricordi. Quelli belli e quelli brutti. Vittorie e sconfitte. Amori e fallimenti sentimentali. Quelli che presidiavano l’ingresso posteriore furono i primi ad avvistare la Smart di Francesca Pascale. L’unica donna che abbia preso veramente possesso di Palazzo Grazioli. Insieme al cagnolino Dudù. Si narra che ad un certo punto Pascale abbia messo il naso nei conti del Palazzo, scoprendo forse che si sprecava un po’. Tanto che a Palazzo Grazioli un chilo di fagiolini costava 80 euro il chilo.
Il palazzo conserverà memoria anche di altre donne, passate dalle sue stanze per motivi vari. E se conosciamo le stanze da letto, i bagni, i saloni delle feste lo dobbiamo anche a loro. Ma su questo il sipario è calato da tempo.



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