Berrettini, niente finale agli Australian Open: Nadal è perfetto

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ROMA – Va Rafa Nadal in finale, non c’è il primo italiano che riesce a conquistare la partita per giocarsi lo slam degli Australian Open. Matteo Berrettini esce in semifinale, sconfitto in quattro set (6-3, 6-2, 3-6, 6-3 ) dallo spagnolo dopo due ore e cinquantacinque minuti di gioco. Non c’è stata gloria, peccato, ma Berrettini esce a testa altissima. Rafa Nadal era come il predatore che fiuta il sangue: in spolvero sul piano tattico, cattivissimo agonisticamente. Non ha mai dato all’azzurro un lumicino di speranza, tranne che nel terzo set, quando ha dovuto rifiatare scendendo un po’ di livello con l’azzurro che non si è abbattuto e ha colto la chance al volo.

Berrettini, dal canto suo, nei primi due set non è riuscito a sfoderare la sua micidiale prima palla, che mai come stavolta serviva: purtroppo la differenza tra Nadal e il resto del mondo è che lo spagnolo riesce sempre a rimandare la palla, in modo più difficoltoso da gestire (per Berrettini) rispetto agli altri tennisti. Per cui, non riuscendo a chiudere subito lo scambio, Berrettini all’inizio è stato sopraffatto nei palleggi dallo spagnolo. Che non è mai calato d’intensità, e gli ha fatto male soprattutto con la risposta, sempre molto aggressiva in un match indoor: a Melbourne pioveva, per cui il tetto del Rod Laver Arena è stato chiuso. Il romano ha urlato più volte “Perchèèèè!!!!!!!!!!!!”, rivelando l’impotenza strategica, prima che tennistica. Purtroppo nel tennis ci sono giornate migliori, e quelle in cui sono in spolvero gli altri. Eppure Berrettini ha mostrato e confermato il suo valore: in una partita di pura sofferenza ha tirato fuori il meglio nel momento in cui chiunque altro si sarebbe sentito sopraffatto, cogliendo l’attimo di esitazione del rivale, convinto ormai di essere prossimo al traguardo. Nel quarto set ha pagato l’unico momento di difficoltà al servizio, e contro uno dei Big 3 non è lusso da potersi consentire.

Così Nadal raggiunge la ventinovesima finale Slam della vita e vede un doppio obbiettivo: il ventunesimo Slam, che gli consentirebbe di staccare Djokovic e Federer che sono a venti e, ancor di più, aggiudicarsi per la seconda volta nella sua carriera gli Australian Open. Il che vuol dire, per lui, potersi vantare di aver vinto almeno due volte tutti i Majors, cosa già riuscita a Djokovic (Federer ha trionfato al Roland Garros soltanto una volta). Attende, Nadal, il vincente di Medvedev-Tsitsipas.

Tornando alla partita, se non altro per Berrettini stavolta non è stato come rivivere – per certi versi – quell’ottavo di finale a Wimbledon 2019 contro Roger Federer, che gli inflisse una sconfitta che l’azzurro sintetizzò, con grande humour e fair play ai saluti finali: “Quanto ti devo per la lezione?”. Quella sconfitta fu, paradossalmente, il trampolino di motivazione per Berrettini che poi ha raggiunto i risultati che conosciamo e che ci hanno entusiasmato. Speriamo, e auguriamo, che Matteo tragga anche adesso quello slancio che lo ha portato alla finale di Wimbledon 2021. Con, magari, quell’ultimo passo in più.

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