Bertolini: “Vaccini, serve un piano unico perché nessuno resti indietro”

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L’ex generale Marco Bertolini, 68 anni, già Capo di Stato maggiore della “Extraction Force” della Nato, ha guidato diverse operazioni militari di pace. In Somalia, in Libano. nei Balcani. Operazioni complesse. Del Piano vaccinazioni affidato al generale Figliuolo dice: “È un’operazione complessa, con risorse scarse e diversificate”. Intende i vaccini, a due inoculazioni, monoclonali.

Ci dia un’idea della complessità.

“L’operazione si deve svolgere su tutto il territorio, non possiamo lasciare fuori qualcuno. Gli attori devono avere risorse, trovare le aree. Nelle grandi città gli hotspot in cui far confluire persone ci sono, ma l’Italia ha 8mila Comuni. Serviranno team mobili, da inviare. Il piano, ecco, richiede personale medico, mezzi. E spese ingenti”.

Come si realizza?

“Bisogna combinare gli sforzi: un cervello unico e più sale operative per contare le risorse e distribuire quello che c’è”.

Possono bastare gli ingegneri di Amazon, dice il professor Crisanti.

“Una sciocchezza. Il Piano Covid non può essere affidato a uno spedizioniere (in Italia ne abbiamo di ottimi). Servono uomini specializzati, strutture adatte. E medici, l’esercito li ha. Devono poter agire senza lo spettro di una denuncia. Abbiamo portato schede elettorali in Bosnia e Kosovo a dorso di mulo, ma il Piano è davvero complesso”.

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