Bidella senza Green Pass si presenta a scuola con “autocertificazione” No Vax: il prof non l’accetta, lei lo denuncia

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Si è presentata all’ingresso dell’istituto superiore Erasmo Da Rotterdam, a Nichelino, dove lavora, e ha iniziato a snocciolare commi e ad accampare diritti: “Vista la risoluzione 2361/2021 del Consiglio d’Europa, visto il regolamento e statuto dell’Unione Europea, a fronte del Regolamento del Parlamento Europeo che vieta la discriminazione fra coloro che hanno ricevuto una o più dosi del vaccino, coloro che non hanno potuto riceverlo e coloro che hanno scelto di non essere vaccinati, con il presente documento, ai sensi e per gli effetti dei regolamenti (e giù una lunga serie di commi, ndr), autocertifico il diritto di ingresso in ogni ambiente previsto dalla certificazione verde; il diritto di utilizzo dei trasporti e il diritto di frequenza di tutte le scuole nelle stesse identiche modalità”.

L’ “autocertificazione” scaricata da un sito No Vax 

Così un’operatrice scolastica della scuola superiore alle porte di Torino ha preteso di entrare regolarmente dentro il suo istituto senza mostrare il Green Pass, come prevede la legge, bensì esibendo una dichiarazione scaricata da internet. Ma il professore Cataldo Mignogna, delegato dalla dirigente scolastica a verificare gli accessi con il Green Pass, non ha potuto accettare questa autocertificazione letta davanti a lui. L’operatrice scolastica, dopo essere stata respinta, se ne è andata ma ha sporto denuncia contro il docente. Anche questo caso è arrivato in procura, al pm Gianfranco Colace, proprio come la denuncia per abuso d’ufficio presentata da Giuseppe Pantaleo, il professore di francese del Curie Levi di torino contro il preside che l’aveva allontanato  dalla scuola perché senza Green Pass. 

Torna in classe il prof senza Green Pass, la sua esenzione accettata “con riserva”

“Quando l’operatrice scolastica ha letto questa dichiarazione in cui autocertificava questi diritti, io mi sono limitato con educazione a farle presente che non potevamo accettarla e che poteva recarsi in una farmacia vicina per effettuare un tampone, così sarebbe potuta regolarmente entrare – racconta il professor Mignona – non c’è stata alcuna polemica, la situazione era molto calma, l’operatrice era l’unica a non avere il Green Pass. Credo che abbia scaricato questa autocertificazione da internet, ho visto un documento simile nel sito del Comicost. Il problema è che non potevamo proprio accettarla: per noi non è un’autorizzazione valida, quindi l’alternativa era portare la documentazione corretta o fare il tampone. Da allora non si è più presentata a scuola e ci risulta che sia in mutua”.

“Il professor Mignona ha anche una laurea in legge, conosce bene le norme e sa cosa è valido e cosa no” lo difende la dirigente scolastica Maria Vittoria Bossolasco. Ora la procura valuterà anche questa situazione, convocando i protagonisti ed effettuando tutte le verifiche del caso.

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