Biden sull’Ucraina: “Putin ha sbagliato i calcoli. Salveremo la democrazia”

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NEW YORK – “La libertà trionfa sempre sulla tirannia. Noi salveremo la democrazia”. È l’impegno solenne che il presidente Joe Biden ha preso con l’America e con il mondo, chiudendo ieri sera il suo primo discorso sullo stato dell’Unione davanti al Congresso.

Il capo della Casa Bianca contava di usare l’appuntamento istituzionale per rilanciare il proprio mandato, visto che la media dei sondaggi di popolarità è scesa intorno al 40%. Voleva attirare l’attenzione sul fatto che la pandemia di Covid sta frenando, e illustrare i suoi programmi per bloccare l’inflazione e far ripartire la crescita economica su una base più inclusiva, approvando pezzo per pezzo il piano “Build Back Better” bloccato in Congresso. L’assedio di Kiev però lo ha costretto a cambiare programma, a cominciare dalla scelta di invitare tra i suoi ospiti d’onore proprio l’ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti, Oksana Markarova.

Nella tarda mattinata aveva parlato con il collega di Kiev Volodymyr Zelensky, chiuso nel bunker da dove continua a guidare il Paese aggredito. Gli ha promesso di proseguire gli aiuti militari, economici ed umanitari, e le sanzioni che stanno facendo pagare cara l’invasione a Mosca, ma ha bocciato la richiesta di dichiarare una “no fly zone” sui cieli dell’Ucraina, perché vorrebbe dire coinvolgere i piloti americani nelle operazioni belliche col rischio di provocare un conflitto diretto fra Usa e Russia. 

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Qualche ora dopo Biden è andato al Congresso, per la prima volta riunito senza l’obbligo di usare la mascherina contro il Covid, lanciando il suo appello all’unità globale, contro l’aggressione di Mosca: “Sei giorni fa, Vladimir Putin ha cercato di scuotere le fondamenta stesse del mondo libero, pensando di poterlo piegare ai suoi modi minacciosi. Ma ha calcolato male. Pensava di poter arrivare in Ucraina e il mondo si sarebbe prostrato ai suoi piedi. Invece, ha incontrato un muro di forza che non aveva mai previsto o immaginato. Ha incontrato il popolo ucraino”. Quindi ha proseguito: “Nel corso della nostra storia abbiamo imparato questa lezione: quando i dittatori non pagano un prezzo per la loro aggressività, causano più caos. Continuano a muoversi. E i costi e le minacce per l’America e il mondo continuano ad aumentare”.

Perciò Biden ha cercato di unire e mobilitare gli Usa e il mondo intero contro l’aggressore: “Ecco perché la Nato è stata creata, per garantire pace e stabilità in Europa dopo la Seconda guerra mondiale. Gli Usa sono membri insieme ad altre 29 nazioni. Conta. E la diplomazia americana conta. La guerra di Putin è stata premeditata e non provocata. Ha rifiutato gli sforzi di negoziato. Pensava che l’Occidente e la Nato non avrebbero risposto. E pensava di poterci dividere qui, a casa. Putin aveva torto. Eravamo pronti”.

Il capo della Casa Bianca ha elencato le iniziative già prese, a partire dalle sanzioni che stanno soffocando l’economia russa, e ne ha annunciate altre, come la chiusura dei cieli americani ai voli commerciali russi, e la creazione di una task force per trovare e sequestrare i beni dei ricchi oligarchi. Quindi ha avvertito Putin che pagherà un prezzo molto caro: “Non ha idea di cosa lo aspetta”.

Subito dopo il presidente è passato ai temi domestici, fondamentali per ricostruire anche l’unità interna necessaria a fronteggiare Putin: “Abbiamo una scelta. Un modo per combattere l’inflazione è abbassare i salari e rendere gli americani più poveri. Io ho un piano migliore. Ridurre i costi, non i salari. Produrre più automobili e semiconduttori in America. Più infrastrutture e innovazione. Più merci che si spostano più velocemente e a buon mercato. Più posti di lavori dove puoi guadagnarti da vivere. E, invece di fare affidamento su catene di approvvigionamento estere, facciamolo in America”. Quindi ha concluso: “Gli economisti lo chiamano ‘aumento della capacità produttiva della nostra economia’. Io lo chiamo costruire un’America migliore. Il mio piano per combattere l’inflazione abbasserà i vostri costi e abbasserà il deficit”.

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Quindi Biden ha sottolineato il rallentamento della pandemia, illustrando il suo piano per tornare alla vita normale. Non accettando il Covid come la nuova normalità, ma adottando le misure di prevenzione come i vaccini, e preparandosi ad eventuali nuove varianti. Ora l’emergenza da affrontare è la guerra, ma la sua speranza è che riesca a riunificare per quanto possibile l’America, spingendola anche a risolvere le sue contraddizioni e i suoi problemi interni.

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