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Bologna-Lazio 2-0: Immobile sbaglia un rigore, Mbaye e Sansone stendono i biancocelesti

La Republica News
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BOLOGNA – “Con Ibra questo Bologna sarebbe da Europa”, aveva detto alla vigilia Sinisa Mihajlovic. Evidente riferimento a Ibrahimovic che, prima del Milan, il Bologna ha sognato. Ma la battuta è offerta su un piatto d’argento: un altro Ibra (Ibrahima è il nome di Mbaye) – ritorno condito da gol pesantissimo – consente di accarezzare il sogno di battere una delle corazzate europee. 

<<La cronaca della gara>>

E così dodici anni dopo l’ultima volta, infatti, il Bologna supera una Lazio che ancora non ha smaltito la sbornia di birra bavarese. Mihajlovic allunga la striscia positiva e finalmente batte un top team, mentre i capitolini si arenano  non sfruttando la migliore occasione per fuggire. Il calcio è fatto così: se non prendi il treno buono, finisci per pagarla. In ottanta secondi, infatti,  il match vede cambiare il vento. Poi nella ripresa per i felsinei arriva uno splendido gol sicurezza. 

La Lazio parte forte 

La Lazio prova a scacciare gli incubi di coppa fin dal via, partendo forte, pressando da subito il Bologna che per diversi minuti non esce dalla propria trequarti. Pensa probabilmente così di mettere qualche pensiero in più a un Bologna che ha vissuto una vigilia difficile, avendo perso Tomiyasu  – riferimento difensivo fondamentale – senza riuscire a recuperare Dijks.

Si rivede sulla mancina Mbaye, mancava da una figuraccia rimediata contro la Roma, completata (per non farsi mancare niente), da un serio infortunio muscolare. Mihajlovic ha scelto Dominguez e Svanberg in mediana, optando per l’argentino come guastatore e Svanberg come costruttore. Dopo 11′ Milinkovic apre le ostilità concretamente con una punizione che sfiora l’incrocio dei pali, cinque minuti dopo un contatto quasi impercettibile tra Correa e Dominguez porta a un rigore per la Lazio. Una grande occasione che Immobile però sciupa, calciando forte e basso su Skorupski. Ottanta secondi di smarrimento tra il rigore sbagliato e il gol del Bologna che comporta il vantaggio rossoblù. 

Ottanta secondi da brivido

Ottanta secondi di carica nervosa vista invece con gli occhi del Bologna: Orsolini dimostra di avere istinto da grande giocatore (è la ragione che va allenata) e tira al volo in diagonale, Reina si produce in un grande intervento, ma Mbaye, proprio Mbaye, scaccia mesi di amarezze con il tap in da attaccante consumato. Uno a zero, con dedica ad Angelo Da Costa (“mio riferimento – dice – nei momenti difficili”).

E’ il miglior momento del Bologna che al 23′ libera Orsolini in area con un lancio, l’istinto dicevamo, stavolta Orso ci pensa e prova l’aggancio quando il tiro sarebbe stata la chiave, Hoedt con il corpaccione rimedia. Reina si allunga a terra su un destro di Barrow dalla distanza e Skorupski ferma una conclusione di Lazzari, di sinistro. Barrow poi chiude su Reina un bello scambio stretto con Dominguez. Col Bologna ingolosito, parte un contropiede in netta superiorità numerica della Lazio, con Svanberg, ottimo primo tempo, che in area intuisce l’ultimo appoggio e salva una ghiotta occasione: di fatto è il secondo rigore sbagliato dei romani (anche se in movimento). Continua lo scambio di colpi, Dominguez servito da Barrow sbaglia una buona conclusione in area di rigore, o meglio è Reina a intuire in due tempi. Nell’ultimo assalto laziale, Lazzari viene anticipato al momento del tiro da Barrow lo scalcia e si fa male. Entra Lulic, infortunio da valutare. 

Svanberg e Soumaoro giganti  

Il Bologna prova in avvio a tenere lontani i pericoli, al 49′ Svanberg chiude con un tiro al volo alto una intensa azione d’attacco nata da una punizione buttata in area. E’ un Bologna che può agire con mente libera perché, dietro, ha trovato l’equilibrio mancato a lungo. Con Skorupski cresciuto e con l’innesto di Soumaoro. Va detto perché ci si dimentica di sottolinearlo mentre con precisione svizzera le statistiche portavano a ricordare la lunga striscia di gol subiti. Giocando in transizione il Bologna può godere della condizione di forma eccellente di Svanberg, tra i migliori del match, che avvia una buona azione e scarica un tiro di poco fuori. La Lazio ha sbocco solo in un’area molto trafficata, Immobile in acrobazia da un metro trova ancora la saracinesca polacca.

Azione magistrale e 2 a 0

Al 64′ arriva il raddoppio felsineo, nella migliore delle manovre costruite. Gli avanti di casa escono con il possesso palla da un fazzoletto angolatissimo, Barrow alza la testa e vede il taglio di Sansone, mette un pallone sul primo palo dove si proietta fulmineo l’ala, girata con un coefficiente di difficoltà elevato e palla che gonfia la rete. Eurogol. Inzaghi ha visto abbastanza, cerca forze nuove soprattutto avanti: entrano Pereira e Muriqi, poi è la volta di Caicedo, è rimasto anche Correa, è 4-2-4, ma l’unico grosso rischio arriva da un angolo teso su Milinkovic, tocco sul primo palo, di tacco, la palla carambola su Soriano e sembra insaccarsi, Skorupski conferma la sua strepitosa serata con un intervento d’istinto decisivo. Nel finale aumentano le situazioni coinfuse in area del Bologna, giusto in modo di esaltare un dominatore difensivo occulto: il francese Soumaoro. 

Bologna (4-2-3-1): Skorupski, De Silvestri, Danilo, Soumaoro, Mbaye, Svanberg (29′ st Schouten), Dominguez (29′ st Poli), Orsolini (29′ st Skov Olsen), Soriano, Sansone (33′ st Vignato), Barrow (38′ st Palacio). (1 Da Costa, 34 Ravaglia, 26 Antov, 68 Khailoti, 77 Annan, 80 Juwara). All.: Mihajlovic. 

Lazio (3-5-2): Reina, Patric (20′ st Pereira), Hoedt, Acerbi, Lazzari (1′ st Lulic), Milinkovic Savic, Leiva (20′ st Cataldi), Luis Alberto (31′ st Caicedo), Marusic, Immobile (20′ st Muriqi), Correa. (1 Strakosha, 71 Alia, 37 Musacchio, 96 Fares, 16 Parolo, 92 Akpa Akpro). All.: S. Inzaghi. 

Arbitro: Giacomelli di Trieste. 

Reti: nel pt 18′ Mbaye; nel st 19′ Sansone. 

Note: Angoli: 7-4 per la Lazio. Recupero: 0 e 5′. Ammoniti: Danilo, Patric, Hoedt per gioco scorretto. 



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