Bologna una serata nel pub negazionista Il Covid non esiste vogliono metterci paura

Bologna, una serata nel pub negazionista: “Il Covid non esiste, vogliono metterci paura”

La Republica News
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“Vieni qua pezzo di merda”. Ad apostrofare così il cronista di Repubblica è Mattia Florulli, titolare dell’Halloween Pub di via Stalingrado a Bologna: neanche finisce di dirlo che si avvicina minaccioso, il suo non è un invito a cena, il sottoscritto scappa e lui insegue per un tratto di strada, poi desiste ma continua ad urlare: “Scappa pezzo di merda, scappa”. Eppure la serata era iniziata in un modo molto più gentile, sono le 19 e 30 e all’ingresso del locale, che aderisce all’iniziativa #ioApro contravvenendo al Dpcm governativo che obbliga alla chiusura gli esercenti, la porta è chiusa dall’interno. Dopo poco si affaccia una ragazza: “Salve buonasera ha prenotato?”. A fare da filtro all’ingresso è una cameriera rigidamente senza mascherina. Non c’è da stupirsi, del resto il locale della periferia bolognese ha accumulato finora svariate multe, perché da mesi rimane aperto contravvenendo anche al divieto di chiusura di 24 giorni notificatogli dalla Prefettura.

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Dopo un quarto d’ora di attesa si riesce a entrare, la cameriera chiude la porta a chiave, così che nessuno possa entrare senza l’autorizzazione del proprietario. Il locale è quasi pieno e di li a poco tutti i tavoli si riempiranno di avventori. La cameriera  indica di sedersi in un bancone a pochi centimetri da altre persone, la prima cosa che balza all’occhio è che non esistono distanze di sicurezza. All’interno del locale c’è gente di tutti i tipi: una coppia di ragazzi flirta e amoreggia tenendosi per mano, un gruppo di colleghi in uscita libera si godono una birra chiara, in una tavolata c’è una comitiva di dieci persone che mangiano e bevono, la gran parte dei clienti sono over 60, la categoria più colpita dal virus. Il maxischermo trasmette una partita di Premier League e nessuno ha la mascherina, neanche i camerieri che servono ai tavoli, sembra di essere in un film, ma non siamo saliti a bordo della Delorean di Ritorno al Futuro, tra pochi giorni festeggeremo un anno di pandemia, mentre ieri la regione Emilia Romagna aveva registrato 1.674 nuovi casi Covid e 48 morti.

Ordinata una birra da bere, tra un sorso e un altro, tenendo la mascherina in volto, il locale è piccolo e non arieggiato e al suo interno ci saranno una trentina di clienti. Dopo qualche ripresa con il cellulare, la clientela se ne accorge e prende di mira l’unica persona che indossa un dispositivo di sicurezza. Si avvicina Mattia Florulli, il proprietario del locale e con un tono deciso chiede, a pochi centimetri dal volto: “Perché stai facendo i video? Non ti autorizzo a pubblicare un cazzo”. Proprio il giorno prima, l’oste aveva chiamato “feccia” giornalisti e fotografi all’esterno del locale.

Abbandonato il telefono, restano gli occhi per osservare. Uno dei clienti guarda storto e dice: “Dai abbiamo capito che sei della Digos, hai pure la faccia da sbirro” e in pochissimo tempo il cronista è lo zimbello di tutto il locale: “Hai paura del Covid?” chiede un gruppo di tre persone seduti accanto, uno di loro poi aggiunge: “Il Covid non esiste, dovresti informarti, è solo una semplice influenza”.

Un signore  inizia a disegnare su una tovaglietta un grafico cartesiano: calcola il valore dell’entropia media, rifacendosi vagamente ai principi della termodinamica, calcolando sull’asse delle y l’entropia e su quello delle x il tempo, poi aggiunge una chiosa finale: “Col passare del tempo l’entropia dell’universo aumenta, ergo ciò che succede… E’ sempre meno per caso”, lascia il suo disegno come monito, vicino alla birra e poi aggiunge: “Si riferisce al contesto in cui siamo, noi nasciamo con 200 tipi di Covid diversi nel sangue, hanno scelto quale far vincere, vogliono fregarci mettendoci paura”.

Inutile replicare, ma lui come un mantra attacca: “Lo sai che il vaccino non esiste? Dentro ci sono feti morti e sostanze cancerogene, il vaccino permette a loro mediante il 5G di controllarci, pure agli ebrei, prima di metterli nei forni, mica gli dicevano che sarebbero morti ammazzati”. Ma loro chi? “Il DeepState, ovvio no? Bill Gates, Soros, sono loro che ci guadagnano da questo finto virus” e la moglie gli da manforte: “Secondo te perché i politici non se lo fanno?”. Inutile far notare loro che molti politici si siano vaccinati a favor di telecamera, che subito serafici replicano: “E secondo te l’ago era vero e nella siringa c’era davvero il vaccino? Sveglia ragazzo!”.

E’ troppo, per chi ha ancora le immagini dell’ultima visita al reparto di terapie intensive dell’Ospedale Sant’Orsola, gli occhi degli uomini e delle donne che lottano con tutte le loro forze, aggrappati a un respiratore polmonare, per cercare di vincere una battaglia contro la morte. Vicino alla cassa sul bancone un foglio recita: “I Tamponi Covid-19 producono fino al 95% di falsi positivi: confermato dall’Istituto superiore di sanità”. Il testo cita la fonte: articolo del dottor Stefano Scoglio, un nutrizionista portato in auge dalla deputata Sara Cunial, ex Movimento 5 stelle, ora al gruppo misto e fervente novax. Sul bancone dell’Halloween pub trova spazio anche un flyer politico: “Sostieni Vox Italia” il neonato turbo-partito sovranista del filosofo Diego Fusaro, il movimento dei rossobruni, nato con l’intenzione di raccogliere i delusi dal fallimento del governo gialloverde.

Sono passate da un pezzo le 22, orario del coprifuoco, la maggior parte dei clienti esce per fare ritorno a casa, all’interno del locale rimangono una quindicina di persone, gli irriducibili. A spezzare il silenzio di una via Stalingrado deserta, oltre alla musica proveniente del locale, ci pensano alcune volanti della Polizia Locale. Una decina di agenti varca la soglia per multare tutti, sono passate le 23 e tutti gli avventori sono perseguibili per aver violato il coprifuoco. Gli animi si scaldano, Florulli non vuole che le telecamere di Repubblica riprendano la scena, insieme ad un’altra persona spinge con violenza la porta del locale addosso al videomaker, poi nervoso chiude a chiave all’interno del locale la pattuglia della Municipale e gli agenti rimasti fuori devono battibeccare con il proprietario per convincerlo ad aprire la porta durante il controllo di polizia. Gli avventori escono con in mano il verbale, poi una persona esce per minacciare: “A te ti becco e ti ammazzo” prova a colpire, e arriva il padrone di casa Florulli, il suo volto non promette nulla di buono: “Vieni qua pezzo di merda, vieni qua” e parte l’inseguimento. E’ tutto da Halloween anche se il 31 ottobre, la notte dei mostri, è passato da un pezzo.



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