Bolognesi scrive a Draghi: “La nomina di De Pasquale a sovrintendente dell’Archivio di Stato può compromettere la verità”

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BOLOGNA – Paolo Bolognesi si appella a Mario Draghi perché fermi la nomina di Andrea De Pasquale a Sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato, perché “un incarico così centrale per la trasparenza della nostra democrazia” (il Sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato è uno dei principali responsabili della corretta attuazione della desecretazione delle carte relative a stragi ed attentati) non va “affidato a una persona che ha sicuramente i titoli, ma non la visione e lo spessore che dovrebbe caratterizzarne il ruolo”.

Bolognesi è il presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage di Bologna e guida anche l’Unione dei familiari delle vittime di stragi). Quella nomina, ha scritto Bolognesi al presidente del Consiglio, non s’ha da fare. E “se così non fosse, devo pensare che nei fatti non c’è nessuna volontà di fare chiarezza sui retroscena della strage e delle stragi in generale, sulle collusioni degli apparati, di chi erano i gladiatori, delle loro ‘imprese’ e tantomeno delle varie implicazioni politico terroristiche della famigerata loggia P2”. Dunque, alle ‘delusioni’ per le modalità con cui è stata attuata la cosiddetta Direttiva Renzi per la desecretazione di carte e documenti sulle stragi in Italia, e ai dubbi per quelle della Direttiva Draghi annunciata lo scorso 2 agosto dal palco della commemorazione della strage ora si aggiunge questo punto dolente. Il nome di De Pasquale non convince per il precedente dell’acquisizione dell’archivio Rauti, esponente di punta del neofascismo, da parte della Biblioteca nazionale centrale di Roma, di cui De Pasquale è stato direttore, perché “ha mostrato o comunque avallato un atteggiamento di scarsa autonomia scientifica e di compiacenza nei confronti della famiglia Rauti e della parte politica sua e dei suoi eredi”, segnala quindi Bolognesi a Draghi e questo “desta vive preoccupazioni” ora che sarebbe in procinto di assumere il ruolo “molto delicato” di Sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato. Perchè in quella veste è “uno dei principali responsabili della corretta attuazione della direttiva Renzi” e questo “richiede una spiccata sensibilità costituzionale e una coraggiosa autonomia rispetto alle numerose pressioni politiche che possono ostare all’attuazione dell’iniziativa”. Ma appunto c’è il precedente che non lascia tranquilli i parenti delle vittime.

Bolognesi ricorda che il ministero dei Beni culturali dovette intervenire rimuovendo alcuni comunicati ufficiali relativi all’evento dell’archivio Rauti e inoltre disse che “una cosa è la scelta della Biblioteca centrale dello Stato, assunta nell’ambito della propria autonomia scientifica, di accettare una donazione da parte degli eredi da mettere a disposizione di storici e studiosi, ben altra cosa è accompagnarla con valutazioni e giudizi inaccettabili, soprattutto nei siti istituzionali del ministero”. Bolognesi aggiunge che, “sollecitato dall’associazione dei famigliari delle vittime di piazza Fontana, il dottor De Pasquale ha avuto un atteggiamento curioso: si è scusato, ma non ha riconosciuto alcun problema nella comunicazione e presentazione del fondo Rauti”. Insomma, il suo atteggiamento è stato “tale da compromettere agli occhi di molti la correttezza di un’istituzione prestigiosa come la Biblioteca nazionale centrale” e ora ne andrebbe evitata la nuova nomina, insiste Bolognesi.

“All’indomani del 41esimo anniversario della strage del 2 agosto 1980, dove, per mano di terroristi fascisti collusi con i vertici dei nostri servizi segreti e ispirati e pagati dai vertici della loggia massonica P2, morirono 85 persone e più di 200 furono i feriti, e dopo i grandi apprezzamenti riservati alla nostra associazione per la battaglia quarantennale per la verità, mi corre l’obbligo di scriverLe per chiederLe di evitare che un incarico così centrale per la trasparenza della nostra democrazia sia affidato a una persona che ha sicuramente i titoli, ma non la visione e lo spessore che dovrebbe caratterizzarne il ruolo. Se così non fosse devo pensare che nei fatti non c’è nessuna volontà di fare chiarezza sui retroscena della strage e delle stragi in generale, sulle collusioni degli apparati, di chi erano i gladiatori, delle loro ‘imprese’ e tantomeno delle varie implicazioni politico terroristiche della famigerata loggia P2”. Se la nomina di De Pasquale non fosse fermata “sarebbe un profondo rammarico per la nostra associazione e per tanti altri cittadini e cittadine, familiari, esperti e storici che da anni combattono in questa direzione”.

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