Bonelli: “In meno di 24 ore raccolte 12mila firme per le dimissioni Santanchè. E sul caso Minenna lettera alla Corte dei Conti”

Pubblicità
Pubblicità

In attesa che venga formalizzata la richiesta delle opposizioni e Daniela Santanchè si presenti in Aula (come auspicato anche dalla premier Meloni) per replicare alle accuse dell’inchiesta di Report sulla sua gestione delle società Visibilia e Ki group (al centro di un’inchiesta dei pm di Milano che indagano, tra le altre cose, sui tfr non pagati ai dipendenti, le plusvalenze e i fornitori non retribuiti), in meno di 24 ore sono state già raccolte 12mila firma nella petizione online che chiede le dimissioni della ministra del Turismo. A darne notizia è Angelo Bonelli, deputato di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa Verde: “Arriveremo a 100mila firme nei prossimi giorni, continueremo fino a che la ministra non lascerà l’incarico”.

Intanto, è polemica sulla frase del vicepremier Antonio Tajani che, in un’intervista al Messaggero, ha dichiarato: “Sono un garantista, si è innocenti fino al terzo grado di giudizio. Perciò Santanchè non deve dimettersi, ha già chiarito e se vuole presentarsi in Parlamento è una sua scelta”. Parole contro cui si scaglia Riccardo Magi, segretario di Più Europa: “Tajani non ci prenda in giro, il punto è politico. Dopo che le forze dell’opposizione e di maggioranza e persino di Forza Italia chiedono alla ministra di riferire in aula, il ministro degli Esteri  non può chiudere gli occhi e dire ‘per me ha già chiarito’. C’è il Parlamento, ed è lí che i ministri devono chiarire, non in tv o nei salotti estivi”.

La lettera alla Corte dei Conti sul caso Minenna 

Oltre al caso Santanchè, a dominare la scena politica è l’indagine su Marcello Minenna, l’ex direttore dell’Agenzia delle Dogane, attuale assessore all’Ambiente della Regione Calabria ed ex assessore del Comune di Roma, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione per le mascherine del Covid aperta della procura di Forlì. Minenna è accusato anche di aver distribuito a diverse personalità auto di lusso sequestrate dalla Guardia di finanza “come strumento di persuasione per accreditarsi e ricevere riconferme. Per questo motivo Bonelli ha inviato una lettera alla Corte dei Conti “affinché verifichi se le procedure di assegnazione di queste automobili ad esponenti politici e ad altri soggetti non abbia determinato un danno erariale per lo Stato. Il tutto in riferimento all’art.36 della legge 113/ 2018 che prevede la vendita di questi beni e che le somme ottenuto vai alimentino il fondo giustizia per finanziare anche l’attività delle forze dell’ordine”..

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *