Bonomi, sul dl Aiuti cose positive ma manca intervento sul lavoro

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MILANO – “Abbiamo visto nel provvedimento elementi positivi, le risorse stanziate per contenere il caro bollette, l’intenzione comunque di tenere la barra dritta sulla finanza pubblica. Ma quello che secondo noi sta mancando è un intervento strutturale sui temi del lavoro”. E’ questo il giudizio del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, sul decreto aiuti. Il presidente rispondeva a una domanda posta a margine del Forum della Piccola industria in Veneto.

Giudizio critico anche sui fringe benefit, dopo le misure che alzano il tetto delle cifre erogabili fino a tremila euro: “Non ci convincono molto – ha detto – primo perché la platea dei lavoratori che usufruisce di queste agevolazioni è molto ridotta, poi perché si sposta la palla nel campo delle imprese”. Bonomi invece chiama in campo direttamente il governo: “Se si vuole intervenire a favore dei lavoratori per mettere loro più soldi in tasca, ci vuole un’assunzione di responsabilità da parte del governo, con il taglio delle tasse sul lavoro“.

Del resto, secondo il presidente di Confindustria la strada del taglio delle tasse è praticabile. “Credo che un paese che spende oltre mille miliardi all’anno di spesa pubblica possa riconfigurare il 4-5% di questa spesa, che corrisponde a 50-60 mliardi, e avere le risorse per fare questo intervento”.

“Noi abbiamo un cuneo fiscale del 46% ed è lì che bisogna intervenire”, ha detto ancora. Nei giorni scorsi Confindustria aveva chiesto un taglio del cuneo fiscale fino a 16 miliardi, con risorse da destinare per due terzi ai lavoratori e per un terzo alle imprese.

Giudizio positivo invece sul superbonus. “Le dichiarazioni che ha fatto il ministro Giorgetti, che sono comunque quelle di continuare a sostenere il settore, ci tranquillizzano”. Bonomi si riferiva al potenziale blocco dei cantieri, legato al Superbonus.

Infine, sulle trivelle Bonomi ha sottolineato che “un ulteriore impulso della produzione nazionale in sicurezza è nell’interesse di questo paese. Non sono un geologo quindi saranno i tecnici a dire quali  giacimenti potranno essere utilizzati  con sicurezza rispetto a eventuali impatti ambientali”.

“Credo – ha concluso – che siamo in un momento in cui tutti stiamo soffrendo, abbiamo ricevuto tutti le bollette di conguaglio delle spese condominiali,  non c’è una famiglia italiana che non sia stata colpita. Noi negli anni Novanta avevamo una produzione nazionale di venti miliardi di metri cubi, oggi siamo a poco più di due”.
 

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