Bonus casa 2022: dal Superbonus alle facciate, tutti gli incentivi in scadenza

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Bonus facciate via senza troppi rimpianti. Bonus barriere architettoniche al 75% in scadenza ma con richieste di proroga. Superbonus ridotto al 90%. Su presenta così il panorama dei bonus sulla casa alla vigilia dell’avvio del percorso parlamentare della manovra. Nella bozza del disegno di legge non ci sono novità per le altre detrazioni, che risultano quindi confermate con le regole attuali per il 2024 e 2025, salvo i tagli già decisi per il bonus mobili. Ecco quali  bonus cambiano e quali, al momento, non subiscono modifiche.

Superbonus ridotto in attesa di chiarimenti

La riduzione dell’aliquota dal 110% al 90% dal prossimo anno è prevista dal decreto Aiuti quater. Introdotta anche la stretta sulle villette che potranno accedere al bonus solo se prima casa e purché il proprietario rientrano nel limite di reddito familiare di 15.000 euro. Sul quest’ultimo punto in particolare si attendono chiarimenti.

Bonus facciate solo fino a fine anno

Si prepara invece un addio senza rimpianti per il bonus facciate. La detrazione per gli interventi legati al decoro architettonico, inizialmente del 90% ridotta quest’anno al 60%, è infatti nel mirino dell’Agenzia delle entrate per aver fatto registrare il maggior numero di truffe per crediti ceduti senza aver effettuato alcun lavoro. Criticata anche la mancata previsione di un tetto massimo di spesa agevolabile e, fino ad un anno fa, l’esenzione dalle asseverazioni.

Chiesta la proroga per l’abbattimento delle barriere architettoniche al 75%

Per l’abbattimento delle barriere architettoniche per il solo anno 2022 è stato previsto un bonus del 75% per installazione di ascensori, pedane, montascale, e, in generale, per tutti gli interventi volti a migliorare l’accessibilità e la mobilità all’interno degli edifici. Previsto un meccanismo simile al Superbonus con tetto di spesa a 50.000 euro per le villette, e a 40.000 ad appartamento per i lavori condominiali. Obbligatoria la certificazione dell’intervento a norma della legge 13/1989 sulle barriere architettoniche. Per questo bonus è stata richiesta la proroga. In alternativa dal 2023 sarà comunque possibile usufruire della detrazione del 50% nell’ambito del bonus casa.

Ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus

Per le ristrutturazioni l’aliquota al 50% è prevista attualmente fino alla fine del 2024,così come resta fissata al 65% l’aliquota per gli interventi di ecobonus. A questi bonus possono accedere anche  i proprietari delle  villette, senza limiti di reddito e di utilizzo dell’abitazione. Possibile quindi ottere  il sismabonus del 70% o dell’80% in caso di interventi che migliorano la classe di rischio nelle zone sismiche 1,2, e 3. Confermato anche il bonus dell’85% per chi acquista nelle stesse zone appartamenti all’interno di edifici completamente ristrutturati da impresa. 

Cessione del credito sempre ammessa

Se non ci saranno novità dell’ultima ora resta confermata, per tutte le detrazioni appena viste, la possibilità di optare per la cessione del credito in alternativa alla riduzione dell’Irpef. Al momento la possibilità di cedere i crediti alle banche è bloccata, resta quindi l’unica alternativa dello sconto in fattura per chi non vuole o non può usufruire della detrazione.

Bonus mobili e bonus verde

Tra gli altri bonus “minori” in vigore dino al 2024 dicembre troviamo poi il bonus mobili e il bonus verde. Per l’acquisto di  arredi ed elettrodomestici nel 2023 è già prevista la riduzione da 10.000 a 5.000 del massimo di spesa ammessa  a detrazione. II bonus spetta solo a chi effettuato lavori di ristrutturazione nell’anno, o li ha fatto l’anno prima.  In questo secondo caso la spesa ammessa va considerata al netto degli acquisti dell’anno precedente. Quindi chi avesse già speso nel 2022 più di 5.000 euro non potrà ottenere un nuovo bonus da 5.000 euro nel 2023, avendo già superato il massimo previsto.
Pari a 5.000 euro anche il tetto di spesa del bonus verde, per il quale è riconosciuta la detrazione  del 36% in dieci anni. Il bonus spetta una sola volta per immobile, e non può essere richiesto nuovamente anche se si fanno altri interventi straordinari su giardini e terrazze.

Addio al bonus acqua potabile

In mancanza di proroghe, invece, con il 31 dicembre 2022 è destinato a sparire il bonus acqua potabile, ossia il credito d’imposta del 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio e  mineralizzazione finalizzati al miglioramento dell’acqua domestica. Il bonus è stato in vigore per due anni.

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