Bonus per abbonamenti internet, computer e nuove coperture banda ultra larga: il piano del governo

La Republica News

Un aiuto a tutto tondo per famiglie, aziende e scuole che hanno bisogno di navigare più veloce su internet. È il piano governativo che ha preso forma, con nuovi incentivi agli utenti finali e un rilancio delle coperture, dopo tre anni di rinvii. Ne dà annuncio il ministero dell’innovazione, in concerto con le Regioni.  Soprattutto, finalmente ci sono i tempi e gli importi definitivi per i voucher banda larga da 1,46 miliardi di euro (in effetti già stanziati nel 2017 e solo ora realtà). Si comincia già in estate con 500 euro di voucher per le famiglie con ISEE inferiore a 20.000 euro annui, per connettività banda ultra larga almeno 30 Megabit e l’acquisto di un tablet o computer.In autunno partiranno – secondo il cronoprogramma diffuso dal ministero – i voucher da 200 euro per famiglie con reddito superiore.In questo periodo avranno il via anche i voucher per le imprese, da 500 euro (banda ultra larga base da 30 Megabit) o due mila euro (fibra ottica gigabit). Incentivate le nuove attivazioni ma anche il passaggio verso una connessione più prestante. Non i passaggi tra offerte equivalenti per velocità o cambi di intestatario (una clausola “anti furbetti”).La ratio della misura è sostenere la diffusione di internet veloce e dei dispositivi necessari, in un tempo – la fase 2 del coronavirus – in cui sulla rete poggiano gran parte della nostra economia e delle nostre relazioni.Ma lo stesso si può dire delle attività didattiche, scolastiche, e infatti il piano destina ulteriori 400milioni di euro anche per portare alta velocità in 32,213 plessi scolastici, con nuove coperture e cinque anni di abbonamenti gratuiti. Il dieci per cento sarà cablato subito, certo entro l’anno. Entro il 2021 il 51 per cento del totale, entro il 2022 il 92 per cento e il residuo nel 2023.Ultimo tassello: assegnare entro l’anno una gara per cablare con banda ultra larga di alto livello i distretti industriali delle cosiddette “aree grigie”. Zone dove la banda ultra larga c’è o sta per arrivare ma è di livello inadeguato. La maggior parte dei distretti industriali non è coperto bene dalla rete. Le aziende e Confindustria protestano inascoltate da anni, di un piano per le aree grigie si parla dai tempi del Governo Renzi e ora sembra che finalmente ci siamo.S’intende che questo nuovo “scatto di reni” del Governo, arrivato quando ogni ulteriore ritardo sarebbe stato grave per famiglie e imprese, fa parte del più ampio piano per portare internet super veloce con fondi pubblici nelle “aree bianche”, quelle dimenticate del tutto dagli operatori. Obiettivo che a sua volta è stato dichiarato in ritardo dallo stesso Governo, ma dovrebbe ora accelerare.

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