Boris 5

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La prima cosa bella di martedì 1 novembre 2022 è Boris 5, perché dopo aver visto Boris 4 non si può non desiderare una quinta stagione. Ancora più libera e feroce. È sempre difficile continuare una serie e dalla terza erano passati dieci anni. Eppure è sembrato un giorno, un risveglio pieno di energia. Prima irridevano la fiction della tv generalista, ora le serie su piattaforma. Come se questa rubrica prendesse in giro i siti, il clickbaiting, la pubblicità mascherata (male), le colonne di destra farcite di amenità, il Seo (ops, forse l’ha già fatto) e tutta la compagnia contante. La differenza rispetto alle altre stagioni è la malinconica assenza di Mattia Torre rievocato con grande dolcezza e una trama più strutturata che si permette (e va bene) piccoli furti a Woody Allen e altri maestri. Se ci metti mominti magici di Corrado Guzzanti e Fabrizio Gifuni che  si concede alla parodia di sé stesso allora è chiaro che in Italia sarà difficile produrre di meglio. Però ci si può provare.

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