Borrell Le relazioni Ue Usa cambieranno. Per Biden lEuropa non e un errore ma un alleato

Borrell: “Le relazioni Ue-Usa cambieranno. Per Biden l’Europa non è un errore, ma un alleato”

La Republica News
Pubblicità

BRUXELLES -Quando Federica Mogherini tornò dalla sua prima visita a Washington dopo l’elezione di Trump, affermò che le relazioni tra Ue e Usa non erano più sistematiche, ma à la carte: con Biden sarà diverso?”Con Joe Biden sarà differente – risponde Josep Borrell, Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione, incontrando i giornalisti dell’alleanza Lena – perché l’approccio del presidente eletto è totalmente diverso. Sono certo che per Biden l’Europa non è un errore o una minaccia agli interessi degli Stati Uniti. Ci considera amici, alleati e partner. Penso torneremo ad avere una relazione strutturata. Tuttavia dobbiamo essere realistici in quanto alcuni fatti accaduti durante la presidenza di Trump non sono imputabili solo alla sua personalità, che ha giocato un ruolo:  gli Usa ora guardano più all’interno che all’esterno e la loro frontiera è il Pacifico. Il che significa che quando diciamo che con Biden torneremo ad avere un rapporto strategico, non affermiamo che torneremo agli anni del dopoguerra, ma a quelli di Obama, il primo presidente a spostare l’attenzione sull’Asia”.

Josep Borrell (reuters) È per questa ragione che gli europei parlano di autonomia strategica?”Ne parliamo molto e continueremo a farlo perché si tratta di una svolta fondamentale”.Cosa significa concretamente?”Si tratta di raggiungere tra partner Ue una visione simile del mondo, che ancora non esiste. Dobbiamo costruirla perché, come ha detto Angela Merkel, dobbiamo prendere il destino nelle nostre mani. Si tratta di raggiungere l’età adulta dell’Unione senza contare più sull’ombrello Usa per la difesa. Tuttavia è un errore credere che si tratti di un puro aspetto militare: quando parliamo di autonomia strategica pensiamo a tecnologia, commercio, moneta, industria, telecomunicazioni o migranti. Si tratta della capacità di difendere i nostri interessi da soli o, quanto più possibile, insieme agli alleati”.Non teme che Usa e Nato possano sentirsi minacciate?”Ci sono diverse sfide esterne al quadro della Nato che dobbiamo essere capaci di gestire da soli. Ad esempio, non possiamo chiedere agli Usa di aiutarci nel Sahel. Tra l’altro la costruzione della difesa comune europea aumenta le nostre spese militari, il che giova anche l’Alleanza atlantica”.L’Europa cosa offre a Biden per rilanciare le relazioni transatlantiche?”Siamo il miglior partner e il miglior alleato che gli Stati Uniti possano avere al mondo e la ricerca di un’autonomia strategica non muta questo dato di fatto. Non saremo una minaccia, ma un alleato con maggiori capacità delle quali la Nato sarà naturale beneficiario, un bene anche per gli Usa”.L’Europa cosa si aspetta da Biden?”Su clima e Iran il presidente eletto ha chiaramente detto che avrà un approccio diverso da quello di Trump. Questi due dossier da soli cambiano totalmente gli equilibri globali. Avere gli Usa che combattono il surriscaldamento globale e che difendono l’accordo sul nucleare di Teheran cambia tutto. Tra l’altro Biden modificherà la politica americana anche su altri dossier. Il mondo vivrà in uno scenario del tutto differente da quello di prima”. Ritiene realistico che il trattato nucleare con l’Iran (Jcpoa) venga salvato alle stesse condizioni del passato? “La nuova amministrazione americana capisce che sarebbe molto complicato cambiare l’accordo, che ci vorrebbero anni per farne uno nuovo e che grazie a quello attuale l’Iran non è una potenza nucleare. Il deal però prevedeva che l’Iran avesse un ritorno economico in cambio della rinuncia all’atomica, spero che ora Washington lo capisca”.Negli ultimi anni l’Europa è rimasta schiacciata nello scontro tra Usa e Cina: pensa che Bruxelles riuscirà a trovare una strategia comune con Washington nei confronti della Repubblica popolare?”Già nelle scorse settimane abbiamo lanciato un dialogo strutturato con Mike Pompeo, non abbiamo aspettato la nuova amministrazione per lavorare a un terreno comune. Anche noi capiamo che serve una concorrenza leale e che dobbiamo bilanciare le relazioni commerciali con la Cina. Il problema è come farlo. Noi non vogliamo impegnarci in uno scontro permanente perché con Pechino dobbiamo anche cooperare pur senza rinunciare ai nostri interessi e ai nostri valori”.Dunque?”Dunque parleremo molto con gli Usa su come bilanciare le relazioni economiche con la Cina in quanto la crescita di Pechino come potenza è un grande problema. La nuova amministrazione sarà più morbida nella forma, ma nella sostanza continuerà a contenere Pechino. L’attuale amministrazione ha fatto un errore perché nonostante i modi duri il deficit commerciale con la Cina non è diminuito, ma aumentato”.Crede che ora Bruxelles e Washington riusciranno a negoziare un nuovo trattato commerciale che spazzi problemi e dazi esplosi durante l’amministrazione Trump?”Fino ad oggi gli Usa hanno rigettato l’idea di un accordo commerciale omnicomprensivo, così come non hanno voluto risolvere nemmeno i problemi settoriali. Perché non farlo adesso? Quando la nuova amministrazione sarà pronta a discuterne, lo faremo nella speranza di poter levare tutti i dazi che Trump ha usato come un’arma. Per noi il commercio deve essere libero ed equo”. Quanto conta l’impegno di Biden alla lotta contro il Covid?”Prima avevamo un’amministrazione negazionista, al contrario Biden sul tema è stato molto chiaro e il suo impegno farà una enorme differenza per tutti”.


Go to Source