Borse oggi, 6 aprile: i listini europei si mettono in scia ai record di Wall Street. Ma preoccupa la stretta sui prestiti in Cina

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MILANO – Ore 14. Le Borse europee si mettono in scia ai record di Wall Street, dove ha vinto la scommessa sulla ripresa della prima economia al mondo grazie al flusso di denaro e investimenti aperto dalla Casa Bianca sull’economia reale. I listini europei, che ieri erano rimasti chiusi non cogliendo l’ottimismo generalizzato, riescono a rafforzarsi puntando anch’essi sulla ripresa e l’Eurostoxx 600, indice rappresentativo dei maggiori titoli del Vecchio continente, cancella la pandemia: Milano sale dello 0,6% a metà seduta, Parigi aggiunge lo 0,6%, Francoforte l’1,2% e Londra l’1,25 per cento. Tra i titoli di Piazza Affari, in evidenza Cnhi in attesa degli sviluppi per Iveco con la cinese Faw e Leonardo promossa da Morgan Stanley. Bene Diasorin, che ha annunciato un test antiCovid a domicilio in collaborazione con l’americana Lumos Diagnostics.

In Asia, invece, si sono scontati i dubbi circa le presunte richieste da parte dell’autorità monetaria nei confronti delle banche sul limitare la crescita dei prestiti per la restante parte dell’anno onde evitare i rischi di bolle del credito dopo la crescita vorticosa nei primi mesi dell’anno. E così le Borse asiatiche hanno virato in calo dopo un’apertura in lieve rialzo, con Hong Kong chiusa per festività. Con i timori per la pandemia che ancora colpiscono alcuni Paesi, come il Giappone, Shanghai ha ceduto lo 0,04% e Tokyo l’1,3%.

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Come accennato, ieri Wall Street ha segnato nuovi record grazie al rapporto sull’occupazione di venerdì, pubblicato a mercati chiusi, e al solido dato sul settore servizi, che alimentano la prospettiva di una veloce ripresa economica. Il Dow Jones ha guadagnato 373,98 punti, l’1,1%, a 33.527,19; lo S&P500 è salito dell’1,4% a 4.077,91 punti, altra chiusura record. Il Nasdaq composite ha terminato in rialzo dell’1,7% a 13.705,59. In evidenza Tesla che ha guadagnato oltre il 4%, grazie a dati su produzione e consegne che hanno ampiamente battuto le attese degli analisti. Gamestop ha ridotto le pesanti perdite iniziali e ha chiuso in calo del 2,4% a 186,95 dollari, dopo che la catena di negozi di videogiochi ha comunicato che potrebbe offrire fino a 3,5 milioni di nuove azioni. Oggi, però, i future americani sono deboli.

Dal fronte macroeconomico si registra l’espansione del settore dei servizi in Cina, a marzo. L’indice Pmi servizi, elaborato da Markit/Caixin, sale a 54,3 da 51,5 di febbraio, per segnalare un solido aumento del comparto. L’indice composito avanza a 53,1 da 51,7. Dati negativi dal Giappone, dove i consumi delle famiglie sono scesi del 6,6% a febbraio su base tendenziale. Il dato è peggiore delle stime che si attendevano un -5,3% e del dato precedente (-6,1%). Su base mensile i consumi avanzano del 2,4%, meno dell’atteso +2,8% e contro il -7,3% precedente. L’euro si conferma sui livelli di 1,1811 dollari. La moneta unica viene scambiata inoltre a 130,15 yen. Lo spread è in leggero rialzo a 98 punti base.

Nell’Eurozona i riflettori si puntano sulla disoccupazione: a febbraio il tasso di senza lavoro nell’area euro è risultato stabile all’8,3% rispetto a gennaio e in rialzo rispetto al 7,3% un anno prima. Nella Ue 7,5% come a gennaio, in rialzo rispetto a 6,5% a febbraio 2020. In Italia è stata Istat ad aggiornare la fotografia. 

Tra le materie prime, il prezzo del petrolio rimbalza dopo la recente debolezza legata alla decisione del cartello Opec+ di allentare gradualmente i tagli alla produzione in vista della ripartenza economica. Il barile sale in Asia, anche sulla scia del calo del dollaro: i future sul Wti guadagnano, negli scambi elettronici asiatici, l’1,02% a 59,25 dollari. I future sul Brent salgono dello 0,80% a 62,65 dollari.

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