Brent Renaud, il giornalista New York Times è morto a Irpin: “Colpito al collo”

Pubblicità
Pubblicità

Il giornalista e videomaker del New York Times, Brent Renaud, è morto oggi a Irpin in Ucraina.

L’uomo è caduto sotto i colpi di arma da fuoco sparati dall’esercito russo, accusa l’Ucraina. Lo ha detto Andriy Nebytov, capo della polizia della regione di Kiev: “Gli occupanti stanno cinicamente uccidendo anche i giornalisti dei media internazionali che stanno cercando di mostrare la verità sulle atrocità delle truppe russe in Ucraina. Un corrispondente di 51 anni del New York Times è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco oggi a Irpin. Un altro giornalista è ferito”.

Il racconto dell’agguato è del collega che era con lui, ripreso in ospedale mentre viene curato: “Avevamo passato un ponte a Irpin, volevamo filmare la fuga dei rifugiati, abbiamo trovato un’auto che si è offerta di portarci al secondo ponte, abbiamo passato un check point e poi hanno iniziato a sparare all’auto. Lui è stato colpito al collo, ci siamo divisi, lui è stato lasciato indietro”.

Renaud aveva compiuto 51 anni un mese fa. Insieme al fratello Craig, anche lui regista indipendente, produsse tra gli altri “Surviving Haitìs Earthquake: Children”, vincitore del duPont-Columbia Award 2012, premiato insieme al progetto multimediale del New York Times “A Year at War” come un esempio di narrazione artistica e interattiva vissuta online.

Brent ha passato gli ultimi venti anni a produrre film e programmi televisivi con il fratello. Erano noti per aver raccontato storie di umanità nei punti caldi del mondo: non solo il terremoto di Haiti, anche Iraq, Afghanistan, i disordini politici in Egitto e in Libia, la lotta per Mosul, l’estremismo in Africa, la violenza dei cartelli in Messico e la crisi dei giovani rifugiati in America Centrale.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source