Bruxelles, al via il Consiglio europeo. Draghi difende la scelta di imporre tamponi per entrare in Italia

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BRUXELLES – Sono partiti i lavori del Consiglio europeo a Bruxelles. All’ordine del giorno, Covid, crisi Ucraina, difesa, energia e migranti. I lavori sono stati aperti dall’intervento del presidente del Parlamento Ue David Sassoli.

Il dossier Covid

Al centro del dibattito la scelta di alcuni Paesi – fra cui l’Italia – di introdurre il tampone obbligatorio all’ingresso anche per chi è vaccinato: una scelta che non è piaciuta a Bruxelles che da giorni sottolinea come eventuali restrizioni non dovrebbero compromettere il funzionamento del mercato unico ne’ ostacolare i viaggi tra gli Stati membri dell’Ue e verso l’Europa. Il premier Mario Draghi, a
quanto riportano le agenzie di stampa, ha difeso la scelta, ricordando come la variante Omicron sia per ora meno diffusa in Italia che in altri Stati Membri. “Occorre mantenere questo vantaggio a protezione del nostro Sistema sanitario nazionale”, ha detto Draghi. “Questa la ragione alla base della decisione di far fare i test a chi entra in Italia. Il coordinamento a livello Ue deve essere guidato dal principio di massima cautela”.

La questione ucraina

Per la politica estera il tema più scottante è quello dell”Ucraina e dei rapporti con Mosca. I capi di Stato e di governo dovranno decidere se varare nuove sanzioni contro la Russia. “Ci sono sanzioni che sono in essere e possono essere aumentate e ci sono anche sanzioni che si possono aggiungere. Il nostro appello alla Russia è per una de-escalation ma siamo preparati in caso di aggressione”, ha detto ieri la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. “Se la Russia attacca la sovranità dell’Ucraina ci sarà una risposta forte con un costo pesante”, ha aggiunto il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.

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